Sicurezza
Bambina scomparsa a Firenze, il racket delle stanze all’Astor: tra i 4 arrestati c’è anche lo zio di Kata. Perquisiti i genitori – Video
Il caso legato alla scomparsa della piccola da ormai due mesi: in carcere anche l'uomo conosciuto come "Carlos", il peruviano considerato il capo dell’ex albergo per il suo ruolo nella gestione delle camere. Controlli sui genitori della bambina. I dettagli e i video
FIRENZE. C’è una possibile svolta nella scomparsa della piccola Kata: la squadra mobile di Firenze ha arrestato quattro persone nell’inchiesta sul racket delle stanze all’hotel Astor, l’ex albergo dove fino al 10 giugno scorso viveva la bambina sparita nel nulla.
GLI ARRESTI
Tra gli arresti c’è anche lo zio di Kataleya, Angenis Abel Alvarez Vasquez. Insieme a lui sono finiti in carcere altri tre uomini, tra cui l'uomo noto come "Carlos", il peruviano considerato il capo dell'Astor per il suo ruolo nella gestione delle camere. I quattro (qui sotto i nomi) sono accusati di essere tra i responsabili del raid punitivo contro due persone che si sarebbero rifiutate di pagare le stanze dell’ex hotel Astor. I reati contestati ai quattro sono estorsione, tentata estorsione e rapina, commessi tra il novembre del 2022 e lo scorso maggio, nonché tentato omicidio e lesioni gravi commesse il 28 maggio, quando secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all'Astor vi fu un raid punitivo, con bastoni e mazze da baseball, da parte dei quattro indagati, probabilmente insieme ad altri non ancora identificati, nei confronti di alcuni occupanti. In quella circostanza un uomo precipitò da una finestra dell'ex hotel per sfuggire all'aggressione.
- Carlos Martin De La Colina Palomino, nato in Perù il 7 maggio 1986, detto Carlos.
- Angenis Abel Alvarez Vasquez, nato in Perù il 28 ottobre 1994, detto Dominique.
- Nicolas Eduardo Lenes Aucacusi, nato in Perù il 26 luglio 1984, detto Nicolas.
- Carlos Manuel Salinas Mena, nato in Perù il 25 novembre 1960, detto Manuel.
La procura di Firenze, per gli arrestati, ipotizza i reati di tentato omicidio, lesioni, tentata estorsione ed estorsione. In correlazione, quindi, sono stati eseguiti oggi dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Firenze anche dieci decreti di perquisizione nei confronti di familiari della bimba rapita, tra i quali anche il padre e la madre, e di altre persone non indagate nell'inchiesta sul presunto racket ma ritenute di interesse per le investigazioni in corso per l'indagine sul rapimento di Kata.
DOVE NASCE L’INCHIESTA
L'inchiesta sul racket della stanze all’Astor, lo ricordiamo, è stata avviata in seguito a un episodio che si è verificato lo scorso 28 maggio scorso, quando un uomo di nazionalità ecuadoregna precipitò da una finestra dell'immobile di via Maragliano per sfuggire a un'aggressione.
Il racket nell’albergo, è una delle piste seguite dai magistrati della procura di Firenze nell'ambito dell'indagine sulla sparizione della bambina. A procedere agli arresti sono stati cinquanta poliziotti della squadra mobile della questura di Firenze. Mentre sono stati eseguiti dieci decreti di perquisizione da parte dei carabinieri, nei confronti di più familiari della bimba rapita e di altre persone, in qualità di terzi non indagati, di interesse per le investigazioni in corso per il sequestro di persona a scopo di estorsione.
LE REAZIONI
Non conoscono pause le polemiche, soprattutto in ambito fiorentino, riattizzate dagli arresti di oggi. Federico Bussolin e Federico Bonriposi, rispettivamente segretario provinciale e commissario comunale della Lega, attaccano la maggioranza di centrosinistra che amministra la città per aver «sottovalutato il fenomeno delle occupazioni abusive» e chiedono al sindaco Dario Nardella «di sollecitare subito, senza timori di tenuta della sua coalizione, la magistratura competente affinché consenta di sgomberare tutti gli immobili occupati per riportare legalità in città». Sulla stessa linea gli esponenti fiorentini di Fratelli d'Italia Alessandro Draghi e Jacopo Cellai insieme a Giovanni Gandolfo che invitano il Pd a fare «mea culpa su tutto ciò che è avvenuto nell'ex hotel Astor». Il capogruppo del Pd in Palazzo Vecchio, Nicola Armentano, replica agli attacchi del centrodestra definendoli «mera e poco seria speculazione politica».
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