Firenze, fiamme nell’ex ippodromo: a fuoco la zona delle scuderie
Intanto è proseguito l’intervento per l’incendio nella fabbrica dismessa. Situazione sotto controllo, al lavoro anche un robot dei vigili del fuoco
FIRENZE. Dopo i roghi di via Fanfani, l’ultimo dei quali divampato nella mattina di venerdì, un altro incendio di masserizie e rifiuti abbandonati, questa volta divampato alle Cascine nella notte tra venerdì e sabato nell’ex ippodromo le Mulina, un’altra area dismessa e diventata rifugio di occupanti abusivi. Insomma, quello che si sono trovati davanti i vigili del fuoco, interveniti intorno alle 2,30, è stato uno scenario analogo a quello affrontato nell’ex mobilificio Becagli. Le fiamme per fortuna hanno interessato una zona non molto vasta, l’area delle ex scuderie: per lo spegnimento i pompieri sono intervenuti con un’autobotte, una squadra e un’autoscala. Sul posto anche i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile. I militari sono intervenuti per allontanare eventuali occupanti abusivi, ma non c’è stato bisogno: l’area era deserta, le persone, se c’erano, si erano già tutte allontanate spontaneamente.
Anche in questo caso, come per quello del complesso di via Fanfani, gli incendi si ripetono periodicamente. Per fare un esempio, nel novembre del 2022 i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per domare due incendi nel giro di poche ore. L’ipotesi fatta all’epoca fu che fossero stati provocati da falò accesi da alcuni clochard per combattere il freddo. Certamente diverso il caso dell’incendio della notte tra venerdì e sabato, sebbene anche in questo caso si ipotizzerebbe una mano umana: da stabilire poi se si tratti di fiamme scaturite per motivi accidentali oppure in maniera dolosa. L’ex ippodromo è stato più volte sgomberato dalle forze dell’ordine, con tanto di denunce verso gli occupanti abusivi.
L’area è di proprietà del Comune di Firenze, che pubblicò un bando nel 2012 per promuoverne la valorizzazione. La procedura di gara è stata aggiudicata alla Pegaso srl. L’oggetto della concessione consisteva nella valorizzazione del complesso immobiliare mediante riqualificazione dello stesso tramite gli interventi edilizi ammissibili, che avrebbe dovuto essere finalizzata a svolgervi attività compatibili con la natura di complesso polivalente e polifunzionale a vocazione sportiva. Tuttavia, la Pegaso srl, adducendo la non disponibilità del bene in quanto occupato da terzi, non ha provveduto a porre in essere le valorizzazioni previste nel bando. Il Comune ha così avviato la procedura di revoca della concessione, innescando una battaglia legale con la società, sfociata in un contenzioso attualmente pendente davanti al Consiglio di Stato.
Intanto per tutta la giornata di ieri è proseguito il lavoro dei vigili del fuoco nell’ex mobilificio Becagli, con le operazioni di smassamento e spegnimento delle masserie e dei rifiuti. Impiegato anche il robot “Tripper”, inviato dal comando di Pistoia, che permette di potersi avvicinare alle fiamme, senza alcun rischio per gli operatori, ed erogare acqua tramite una lancia, consentendo di operare in maniera incisiva sullo spegnimento, garantendo la sicurezza dal rischio di cedimento strutturale dovuto al calore dell'edificio.
Si è trattato del quarto rogo in un mese. In base alla relazione tecnica inviata da Arpat al Comune infatti, oltre ai tre incendi degli ultimi giorni nella fabbrica se ne era già verificato un altro il 5 luglio scorso. Secondo quanto specificato nel documento gli incendi sarebbero stati appiccati «probabilmente con l’obiettivo di smaltire i rifiuti presenti nel capannone».
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