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Firenze, crac della società di costruzioni: chi è l’imprenditore finito ai domiciliari
Disposto il sequestro di beni per 900mila euro, emesse sei misure interdittive. L’accusa: «I conti della srl svuotati mediante prelievi di contanti e bonifici»
FIRENZE. Avrebbe portato al fallimento una società specializzata nella compravendita e ristrutturazione di immobili, la fiorentina Santa Felicita srl, distraendo con l’aiuto di presunti complici beni per un valore complessivo di 900.000 euro. Con questa accusa il costruttore Michele Giambra, 74 anni, residente a Firenze ma di origini siciliane, è stato arrestato dalla guardia di finanza, in esecuzione di una misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari disposta dal gip su richiesta della pm Christine Von Borries. L’imprenditore, già noto alle forze dell’ordine per reati dello stesso tipo, è stato anche interdetto per un anno dalla possibilità di esercitare attività professionali o imprenditoriali. La stessa misura interdittiva è stata emessa verso altri cinque tra soci, amministratori di diritto e liquidatori della società, tra cui i due generi e una delle due figlie dell’imprenditore. Il gip ha anche disposto il sequestro di beni per 900.000 euro, corrispondenti alla somma distratta dalla srl.
L’inchiesta, condotta dal nucleo di polizia economico finanziaria della finanza di Firenze, è scattata nel 2020, quando l’azienda è stata dichiarata fallita. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono quelli di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Per l’accusa, gli indagati avrebbe spolpato le casse della Santa Felicita effettuando bonifici o prelievi dai conti correnti della srl direttamente sui propri rapporti finanziari o su quelli di persone fisiche e società a loro riconducibili. In particolare, attraverso una testa di legno avrebbero anche simulato la vendita di due magazzini e di diversi terreni nell’Aretino, a Bibbiena, senza mai versare il prezzo pattuito, rendendo così inefficace la procedura di riscossione da parte dell’Erario dei debiti accumulati, circa 700.000 euro, pari al 90% del passivo fallimentare. Sempre in base alle indagini, parte della somme distratte sarebbe derivata dalla vendita da parte della Santa Felicita di un complesso immobiliare in località Poggio a Sevoli nel comune di Scandicci, composto da un fabbricato ad uso civile abitazione suddiviso in tre unità immobiliari (due appartamenti ed un’autorimessa), oltre appezzamenti di terreno per circa 11.775 metri quadri, al prezzo di 880.000 euro. Le presunte manovre di distrazione avrebbero anche reso inefficaci le procedure di riscossione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per ostacolare la ricostruzione delle condotte distrattive sarebbero state anche distrutte, o comunque fatte sparire, tutte le scritture contabili obbligatorie.
Il costruttore Michele Giambra, già noto alle forze dell’ordine per reati analoghi, era già stato arrestato nel 2021, sempre ai domiciliari, dalle fiamme gialle di Palermo nell’ambito del crac della società palermitana Capopassero srl, impegnata all’epoca dei fatti nella costruzione di un complesso immobiliare nel Siracusano. In quella circostanza era emerso un complesso e articolato sistema di società, per gli investigatori pensato e realizzato sotto la regia di Giambra. Le fiamme gialle contestavano la distrazione di 4,3 milioni di euro: anche in quel caso, il presunto disegno criminale sarebbe stato portato avanti grazie alle complicità dei più stretti familiari. «Il pericolo di replica criminosa – scrive il gip di Firenze motivando l’ordinanza con cui ha dispoto i domiciliari per Michele Giambra –, trova elementi di conferma nel curriculum dello stesso indagato che risulta già condannato per reati della medesima specie di quelli per i quali si procede». Nel settembre del 2003 l’uomo è stato condannato per bancarotta fraudolenta continuata in concorso dalla corte di appello di Firenze, sentenza poi diventata irrevocabile nell’aprile del 2004.
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