Sicurezza
Firenze, arresti per la bomba anarchica: i nomi
La Cassazione ha confermato le condanne a Pierloreto Fallanca e Salvatore Vespertino. Il primo è stato rintracciato dalla Digos a Bologna, mentre il secondo risulta irreperibile
FIRENZE. Pierloreto Fallanca sono andati a prenderlo a Bologna, Salvatore Vespertino lo stanno ancora cercando. Sette anni e mezzo dopo l’attentato che costò la mano sinistra e l’occhio destro all’artificiere della polizia Mario Vece, la giustizia presenta il conto ai due anarchici condannati per aver piazzato un pacco bomba davanti alla libreria Il Bargello, ritenuta vicina al movimento di destra CasaPound, la notte di Capodanno del 2017. Mario Vece tentò di disinnescare l’ordigno, che esplose e rischiò di ucciderlo, lasciandolo menomato.
Nei giorni scorsi la Cassazione ha confermato le condanne a otto anni di reclusione per i due anarchici insurrezionalisti fiorentini ritenuti responsabili di aver piazzato quella bomba, che chiudeva un anno particolarmente tormentato, con l’aggressione a una pattuglia dei carabinieri sul Lungarno Carlo Alberto Dalla Chiesa e il lancio di bombe molotov contro la caserma dei carabinieri di Rovezzano. Entrambi gli episodi accaddero nel mese di aprile, poi passarono sette mesi di relativa calma prima dello scoppio del pacco bomba in via Leonardo da Vinci, davanti alla libreria. Sul momento qualcuno pensò a uno strascico dei botti di San Silvestro, ma ben presto ci si rese conto che era successo qualcosa di molto più grave. Mario Vece fu portato al Cto e sottoposto a due delicati interventi chirurgici che però non furono sufficienti a salvargli mano e occhio.
Per quell’attentato sono stati processati 28 anarchici, solo due ritenuti gli autori materiali, Fallanca e Vespertino. In appello era caduta l’accusa di associazione a delinquere e i due erano stati condannati a 8 anni di reclusione, un piccolo sconto rispetto ai 9 anni (Vespertino) e ai 9 anni sei mesi (Fallanca) del primo grado. Gli altri imputati furono giudicati estranei alla preparazione dell’attentato e se la sono cavata con condanne a pene minori.
Ora Fallanca, rintracciato dalla Digos di Firenze con l’aiuto delle Questure di Milano e Bologna e della Direzione centrale della polizia di prevenzione, dovrà scontare un residuo di 5 anni, avendone già scontati altri prima che la condanna diventasse definitiva. Salvatore Vespertino, invece, al momento risulta irreperibile e viene ricercato dalla polizia.
Mario Vece il suo conto, salato, l’ha già pagato ed è anche rientrato in servizio a Montecatini, ma nel gennaio di quest’anno ha avuto la forza di dire parole che assomigliano a una lezione di civiltà. Mentre infuriava il dibattito sullo sciopero della fame dell’anarchico Alfredo Cospito e gli anarchici minacciavano sfracelli, Vece dichiarò che non si poteva far morire Cospito in carcere. E non solo: «Sono dell’idea che viviamo in uno Stato di diritto e che, perciò, debba essere riconosciuto a tutti il diritto di manifestare in piazza, compresi ovviamente gli anarchici. Non condivido, invece, la legittimazione di forme di protesta violenta e l’uso della piazza come strumento per dialogare con lo Stato».
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