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Gkn, due anni da quella mail maledetta: «Noi icona di lotta nel mondo». Cosa insegna questa battaglia
Il 9 luglio 2021 la multinazionale inviò la Pec con cui licenziò quasi 500 operai. La batosta, i cortei, le battaglie, le illusioni. E dopo mesi senza paga, uno spiraglio
FIRENZE. I licenziamenti, la solidarietà, la lotta, le manifestazioni, la speranza e la delusione, i mesi senza stipendio, i tavoli istituzionali, i progetti di rilancio: in questi due anni di “Insorgiamo” c’è tutto. C’è soprattutto un gruppo di lavoratori che non si è arreso. Da qui si riavvolge il film di questi due anni, un film che oggi, come il 9 luglio del 2021, continua ad avere per protagonista la fabbrica, lo stabilimento di Campi Bisenzio, e quei cancelli dove quasi 500 lavoratori si riversarono una mattina di due anni fa dopo aver scoperto di essere stati licenziati con un messaggio e che la loro azienda, la Gkn, per cui avevano lavorato normalmente fino alla sera prima, aveva chiuso i battenti. Ma quella fabbrica gli operai metalmeccanici non l’hanno mai lasciata, l’hanno trasformata in qualcosa di nuovo, e oggi a distanza di due anni sono ancora qui.
L’anniversario in fabbrica
La due giorni dedicata alla ricorrenza si è aperta ieri mattina allo stabilimento di via Frtelli Cervi con un incontro che incarna quella convergenza tra lotta operaia e mondo ambientalista che il collettivo continua a portare avanti. Oltre 200 le persone presenti all’assemblea dal titolo “Lotte sindacali e climatiche: esperienze internazionali a confronto”: un incontro che raccoglie le testimonianze degli attivisti climatici italiani a cui hanno preso parte anche delegazioni provenienti da Germania e Svizzera. I punti in comune: l’intervento pubblico nelle imprese sotto il controllo dei lavoratori, per tenere assieme la transizione ecologica con la difesa dei diritti del lavoro, e le lotte per la tutela ambientale come occasione di convergenza. «È la formalizzazione del carattere internazionale di una lotta operaia che ha saputo resistere per due anni ai tentativi di licenziamento e all’assedio dell’attuale proprietà – dice l’Rsu – che ha provato a strangolare centinaia di persone, una violenza sulla quale andrà fatta chiarezza». Il riferimento è ai ritardi nel versamento della cassa integrazione. E soprattutto al tavolo ottenuto con Inps e Ispettorato del lavoro convocato per martedì prossimo. Poi un passaggio al Pride, per testimoniare la vicinanza degli operai alla lotta per i diritti lgbtqia+. Ma la serata di ieri è stata anche dedicata alla musica. Ancora una volta l’area davanti ai cancelli della ex Gkn ha ospitato un concerto. Sul palco: Assalti Frontali, Willie Peyote, con Tenore Fi, Sakatena e Mauras ed i Punkreas.
Due anni di lotta in cifre
Erano circa 500 i posti di lavoro complessivi stimati quando Gkn Firenze era aperta, tra diretti e indotto. Ad oggi sono 280 i lavoratori rimanenti. Il 9 luglio 2021, a seguito dell’improvvisa interruzione della produzione da parte di Gkn, i 422 lavoratori dipendenti iniziano un’assemblea permanente a protezione della fabbrica dal rischio di smantellamento e delocalizzazione. Dal 7 novembre 2022 viene depositato lo Statuto dell’Aps Soms Insorgiamo, società operaia di mutuo soccorso e dopo lavoro che conta oltre 300 iscritti. A dicembre, il collettivo di fabbrica tiene in provincia di Firenze un referendum autogestito con la partecipazione in 10 giorni di 16.800 persone, chiedendo l’intervento pubblico, comprensivo di una cassa integrazione per riorganizzazione legata alla messa a disposizione dello stabilimento ai piani industriali presentati nel comitato di proposta e di verifica.
9 luglio 2021: la mail e il baratro
La Gkn Driveline, fabbrica specializzata nella produzione di semiassi per automobili, la mattina del 9 luglio 2021, dopo che gli ultimi lavoratori del turno notturno hanno lasciato l’azienda, invia una comunicazione pec con la quale annuncia l’avvio della procedura di licenziamento collettivo di tutti i 422 dipendenti. Una doccia fredda per gli operai, in molti quella mattina corrono ai cancelli della fabbrica e si trovano davanti gli addetti alla sicurezza a sbarrare loro la strada. Momenti di tensione da cui è nata una mobilitazione sindacale e sociale, un movimento di solidarietà verso i lavoratori da parte di tutta la comunità, oltre all’apertura immediata di un tavolo di gestione della crisi al ministero dello Sviluppo economico. Nascono le prime manifestazioni, sempre più persone e movimenti scendono in piazza con gli operai al grido di «Insorgiamo».
L’illusione Borgomeo
Il 6 settembre Gkn Driveline Firenze viene posta in liquidazione, mentre la Fiom Cgil provinciale propone un ricorso per condotta antisindacale che viene accolto il 23 settembre. È quasi la vigilia di Natale quando l’imprenditore Francesco Borgomeo acquisisce le quote di Gkn e le dà il nome di Qf. In quell’occasione il nuovo proprietario annuncia di aver avviato la ricerca di un investitore interessato a rilevare il ramo d’azienda con l’obiettivo di giungere al closing dell’operazione tra luglio ed agosto 2022. I mesi passano, i tavoli istituzionali si susseguono. Alla fine del mese di luglio 2022 i vertici di Qf annunciano la nascita di consorzio di imprese chiamato “Iris Lab”, del quale Qf fa parte insieme ad altre aziende, che avrebbe dovuto permettere la reindustrializzazione. Seguono altri incontri, mentre i lavoratori continuano a denunciare poca chiarezza.
Senza paga da 8 mesi
Il 6 ottobre 2022 Qf apre una procedura per richiesta di cassa integrazione straordinaria retroattiva. Passa il tempo e gli stipendi cominciano a non arrivare sui conti dei lavoratori. A febbraio di quest’anno l’azienda viene posta in liquidazione. Senza stipendio e con un futuro sempre più incerto davanti prosegue la lotta degli operai. Da una parte le manifestazioni di piazza, dall’altro i progetti di reindustrializzazione del basso, che prevedono la realizzazione di pannelli fotovoltaici e cargo bike e lo scouting pubblico portato avanti dalla Regione per trovare soggetti interessati.
La Torre e lo spiraglio
Ormai senza stipendio da otto mesi i lavoratori occupano la Torre di San Niccolò. Scenderanno di lì solo sei giorni dopo, giovedì, giorno in cui oltre ad arrivare i primi pagamenti, la Regione presente il primo soggetto che ha risposto alla chiamata per la reindustrializzazione del sito. Si tratta del consorzio di cooperative Abaco. L’obiettivo è quello di una reindustrializzazione dal basso, che tenga conto delle proposte avanzate dai lavoratori. Da qui riparte dopo due anni l’avventura dei lavoratori della Gkn. Da un progetto nuovo e dalla consapevolezza di aver creato un movimento che supera i confini di Campi Bisenzio.
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