Il Tirreno

Firenze

In tribunale

Nuove accuse al ragioniere fiorentino imputato per duplice tentato omicidio

di Massimo Donati
L’intervento di carabinieri e sanitari sul luogo dell’agguato
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L’intervento di carabinieri e sanitari sul luogo dell’agguato

Agguato di Cutigliano, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio

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FIRENZE.  Si era trattato di un agguato e non di una reazione istintiva all’aver trovato, rincasando, la propria compagna a letto con un altro. Secondo la procura di Pistoia, l’uomo, portandosi dietro il coltello da cucina dalla sua abitazione di Firenze, si era nascosto in una stanza dell’appartamento di Cutigliano in cui per diversi mesi aveva convissuto con la fidanzata, che però, a quel punto, non era oltre tutto più tale, in quanto la loro relazione era finita. E lì aveva aspettato per avere conferma dei suoi sospetti: che la ragazza avesse già una storia con un altro, un cinquantenne della montagna pistoiese. Per poi, quando i due erano entrati in casa, accoltellarli entrambi.

È in base a questa ricostruzione dei fatti che, concluse le complesse indagini su ciò che era avvenuto nella tarda serata del 13 maggio dello scorso anno, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per duplice tentato omicidio per il 42enne ragioniere fiorentino Alex Antonelli. Il pm titolare dell’inchiesta, Giuseppe Grieco, ha contestato all’indagato ulteriori accuse rispetto a quelle iniziali. Non solo il tentato omicidio pluriaggravato della sua ex, ma anche quello aggravato e premeditato dell’uomo che era rincasato insieme a lei, contro il quale si era scagliato infliggendogli diversi fendenti con lo stesso coltello con cui aveva ferito all’addome la ragazza e colpendolo ripetutamente alla testa con una piccola vanga.

Tra le imputazioni, anche quella di calunnia, in quanto, in una querela presentata il 26 luglio scorso, Antonelli ha accusato ingiustamente i due di averlo aggredito per primi: lei di averlo accoltellato al collo e al ventre, lui di averlo colpito sulla testa con un attizzatoio. Infine, il reato di porto illegale di arma, per aver raggiunto Cutigliano portandosi dietro il coltello da cucina.

Difeso dall’avvocato Gianni Salocchi, il 19 giugno prossimo Alex Antonelli, che si trova sempre in carcere, comparirà davanti algip che dovrà decidere se rinviarlo o meno a giudizio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, poco dopo la mezzanotte del 13 maggio scorso, Antonelli, rientrato a sorpresa a casa (con le chiavi che non aveva restituito dopo la fine della relazione), avrebbe trovato la fidanzata insieme a un estraneo e, infuriato, avrebbe preso un coltello dalla cucina ferendo gravemente la donna e impegnando l’altro uomo in una lotta alla fine della quale quest’ultimo – sebbene gravemente ferito – sarebbe riuscito a disarmarlo.

La ricostruzione che Antonelli aveva fatto era stata diametralmente opposta: sarebbe stato lui la vittima, a essere stato aggredito e ripetutamente ferito dalla fidanzata con un coltello da cucina. Per poi reagire per difendersi. Il ragioniere fiorentino aveva raccontato che quella sera si trovava nell’appartamento di Cutigliano in cui, da alcuni mesi, viveva con la compagna. Ma con lei le cose non andavano più bene ed erano in procinto di lasciarsi. Ed era forse per questo, credendo che lui se ne fosse tornato nel piccolo alloggio di Firenze in cui ha ancora la residenza, che poco dopo la mezzanotte la ragazza, apparentemente in preda ai fumi dell’alcol, era rincasata con un altro uomo. Ne era nata una lite e la fidanzata gli si era scagliata contro brandendo il coltello da cucina e colpendolo più volte prima che lui riuscisse a impadronirsi dell’arma e a colpirla a sua volta. Una versione ritenuta inventata e calunniosa dalla procura.


 

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