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Open, Renzi prima dell’udienza: «Non voglio credere che un assessore abbia tolto le multe a un parente»
Firenze, questo il commento rispetto all’incatenamento del consigliere comunale di FdI, Alessandro Draghi
FIRENZE. «Al netto della vicenda dell'incatenamento del consigliere comunale di Fratelli d'Italia Draghi, non voglio credere che un assessore abbia tolto le multe a un parente. Se davvero questo fosse avvenuto senza un motivo giuridicamente plausibile sarebbe un fatto di una gravità incredibile, che richiede le dimissioni dell'assessore e del comandante della polizia municipale. Questo se ciò che Draghi denuncia è accaduto, se ciò non fosse avvenuto meglio, io spero che sia così». Lo ha detto Matteo Renzi, al suo arrivo in tribunale a Firenze per l'udienza preliminare per l'inchiesta sulla Fondazione Open, in cui figura tra gli imputati, commentando quanto accaduto ieri nel capoluogo toscano, dove il capogruppo di Fdi in consiglio comunale Alessandro Draghi si è incatenato davanti al comando della polizia municipale di Firenze protestando perché a suo dire cinque multe fatte a "un politico" di Palazzo Vecchio sarebbero state archiviate. «Non ho seguito la vicenda - ha aggiunto Renzi - ma immagino che ci sarà un'indagine della procura, se fosse vero quello che ha detto il consigliere comunale Draghi, che io personalmente non conosco e non so chi sia».
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