FIRENZE. Cresce la bagarre attorno alla ristrutturazione dello stadio Franchi di Firenze. Dopo il “niet” della Commissione Europea al finanziamento di 55 milioni – che in realtà sarebbero stati più o meno 70, in virtù dei rincari -, scende di nuovo in campo la segretaria generale della Pierluigi Nervi Foundation, Elisabetta Margiotta Nervi, tra gli eredi dell’architetto e ingegnere che ha ideato gli impianti di Firenze e Roma che già in passato aveva “bocciato” il progetto di restyling di Arup, risultato vincitore del concorso di idee promosso dal Comune di Firenze. E stavolta, l’attacco all’amministrazione comunale della città e al sindaco Dario Nardella è stata persino più frontale. «Sono stata la prima ad essere entusiasta – ha detto intervenendo ai microfoni di Lady Radio – della decisione di inserire il Franchi nel progetto Pnrr. Questi fondi sono stati assegnati con una precisa motivazione: tutela, valorizzazione e promozione culturale. E oggi di cosa si discute? Del fatto che la Fiorentina non sia riuscita a ottenere lo stadio. Nardella ha fallito un’occasione d’oro per Firenze, recuperare un bene pubblico di grande valore per la storia e la cultura della città rendendolo ciò che è sempre stato: uno stadio municipale polivalente come potrebbe ridiventare (porta come esempio l’Olympiastadion di Berlino, ndr).
È un’onta per la città e per il sindaco». Immediata e ferma, però, è stata la risposta di Palazzo Vecchio, attraverso la replica di Fabio Giorgetti, presidente della Commissione Sport del Consiglio comunale: «La signora Margiotta Nervi usa parole fuori luogo e offensive. L’amministrazione ha fatto un concorso di progettazione internazionale per riqualificare un quartiere, tutelare e valorizzare lo stadio Artemio Franchi, monumento nazionale. Se non avessimo agito così sarebbe finito come il Flaminio invece noi lavoriamo per dare a Firenze l’impianto migliore possibile. Per altro, certe dichiarazioni con un bando di gara pubblica aperto sono particolarmente inappropriate». Nei giorni scorsi, il 28 aprile, sono state fatte partire le comunicazioni alle ditte in gara per presentare l’offerta, mettendo in visione il progetto preparato: entro il 13 giugno prossimo, le realtà selezionate dovranno inviare tutto il materiale: il Comune, infatti, dal canto suo ha concluso l’approvazione integrale del progetto definitivo, dopo aver ottenuto la verifica degli organismi competenti. Per altro, per l’aggiudicazione, come spiegato dagli uffici competenti in materia, sarà premiata la qualità: il prezzo varrà soltanto nella misura del 10% del punteggio totale assegnato. Ma non è tutto, perché Margiotta Nervi ha aggiunto persino di più, coinvolgendo in qualche modo anche il patron viola Rocco Commisso: «Perché al presidente non si dà la facoltà di fare quello che ha sempre chiesto, ovvero il suo stadio? Perché non si può trovare un benedetto terreno a quest’uomo che i soldi li ha? Vie per restaurare beni tutelati come quelli del Flaminio e del Franchi ci sono: ci deve essere volontà politica».
In realtà, è (anche) per evitare quel decadimento a cui è andato incontro l’impianto romano che Firenze ha tentato la carta del finanziamento internazionale con i fondi del “Cultura Next Generation EU Recovery and Resilience Plan, Italy for Culture”, individuando una soluzione in grado di garantire alla città e al quartiere del Campo di Marte un impianto rinnovato con un consumo di suolo pari a zero, provando al tempo stesso a trovare un punto d’incontro nel rapporto tra costi di manutenzione e ricavi da sottoutilizzo con cui, diversamente, si sarebbe dovuto fare i conti.