Il Tirreno

Firenze

Le tasse

Firenze spicca tra le città italiane col fisco più duro per le imprese

Valentina Tisi
Firenze spicca tra le città italiane col fisco più duro per le imprese

Lo studio di Cna: il 54% dei giorni lavorati in città servono per pagare tributi. Tari e rendite catastali sono tra le criticità che fanno lievitare maggiormente i costi

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE Il 54% dei giorni lavorati dai fiorentini servono per pagare tributi, il capoluogo toscano si conferma infatti uno di quelli col fisco più duro nel Paese. Facendo il calcolo gli imprenditori fiorentini dovranno aspettare fino a domenica 16 luglio per liberarsi dal peso fiscale e iniziare a produrre reddito per sé e per la propria famiglia. Questo è quanto emerge dallo studio realizzato dall’Osservatorio sul fisco di Cna. Firenze si conferma così, anche per quest’anno, una delle città d’Italia in cui il fisco è più pesante: la 22esimo per l’esattezza sui 114 Comuni (comprensivi di tutti i capoluoghi di regione e provincia) considerati dall’Osservatorio annuale Cna sulla Tassazione delle Pmi. Per avere un’idea basta confrontare il dato con quello di Bolzano, che ha la performance migliore, con un Tax free day, cioè l’ultimo giorno di lavoro necessario per creare il reddito utile per assolvere gli impegni con il fisco, al 18 giugno.

Secondo il report l’azienda tipo fiorentina (350 mq di laboratorio artigiano e negozio di 175, con 4 operai e un impiegato, con ricavi di 431mila euro, costo del personale di 165mila euro, costo del venduto di 160mila euro, altri costi e ammortamenti pari a 56mila euro e reddito d’impresa di 50mila euro) avrà pagato al 16 luglio 27.136 euro a Erario, Regione Toscana e Comune di Firenze. Più nel dettaglio: 17.681 tra Irpef e contributi Inps allo Stato; 9.002 tra Imu, Tari e addizionale comunale Irpef al Comune di Firenze; 453 di addizionale regionale Irpef alla Regione Toscana. Al netto dei pagamenti, rimarranno così a disposizione dell’impresa solo 22.864 euro. Nota positiva: il Total Tax Rate è diminuito dell’8% grazie alla deduzione Imu del 100%, all’eliminazione dell’Irap e alla rimodulazione dell’Irpef. Mentre l’incidenza delle imposte regionali è calata, il carico per quelle comunali resta sostanzialmente invariato. A pesare maggiormente è il costo della Tari unito alle rendite catastali.

«Le differenze comunali nella tassazione - commenta Giacomo Cioni, presidente di Cna Firenze Metropolitana - dipendono attualmente dalla Tari e dalle rendite catastali che non sono allineate ai valori commerciali. In merito alla Tari, torniamo a chiedere un cambio di paradigma che trasformi ciò che oggi è visto come un costo nell’opportunità offerta dalla termovalorizzazione, cui ricorrere al netto dei recuperi dell’economia circolare e di un’adeguata raccolta differenziata. La parte dei rifiuti non reintrodotti nell’economia circolare potrebbe concludere il ciclo all’interno di termovalorizzatori innovativi, cogliendo l’opportunità di ridurre la tassa sui rifiuti, abbassare il costo energetico delle utenze e tutelare l’ambiente con la diminuzione dei viaggi su gomma e quella delle discariche abusive».

Per Cioni «qualche passo in avanti verso un fisco più sostenibile per le imprese è stato compiuto negli ultimi anni. Alcune delle proposte avanzate da Cna sulla tassazione delle piccole imprese sono infatti state attuate, ma il percorso virtuoso è solo alle prime mosse».Cna lancia quindi una serie di proposte, che partono dal proseguire nel percorso di riduzione della tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, partendo dai redditi medio-bassi, eliminando le disparità di trattamento fiscale con i lavoratori dipendenti. Si prosegue con la proposta introdurre un regime premiale nella tassazione dei redditi: insomma, chi è più efficiente, meno paga, prevedendo delle riduzioni automatiche all’aumentare del reddito dichiarato rispetto al reddito "normale" che emerge dagli Indicatori sintetici di affidabilità.

Completare l’eliminazione dell’Irap. Introdurre un regime di favore con tassazione agevolata per premiare chi investe nella propria impresa personale rinunciando a prelevare una parte dei redditi. Procedere con la riforma del catasto avvicinando il valore catastale tassato al valore di mercato degli immobili. Agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralità fiscale delle cessioni d’azienda. Evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica, eliminando nel più breve tempo possibile tutti i regimi Iva del "reverse charge" attualmente previsti, lo "split payment", nonché la ritenuta dell’8% applicata sui bonifici relativi a spese per cui sono riconosciute le detrazioni fiscali.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera