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La rivolta contro lo studentato di lusso
In viale Belfiore residenti in presidio davanti all’edificio in costruzione che ospiterà “The Social Hub” «Firenze una città sempre più esclusiva, dove solo i ricchi possono permettersi di lavorare e studiare»
FIRENZE. Il nuovo The student Hotel, ora The Social Hub, di viale Belfiore è quasi pronto per accogliere gli studenti che potranno godere delle 550 camere e della piscina sul tetto. Ma i residenti del viale non accettano il suo arrivo, ed è per questo che ieri, proprio davanti a quello che definiscono «ecomostro», hanno organizzato un presidio, lanciato dal comitato promotore dei quesiti referendari “Salviamo Firenze”, che vertono sul tema della strutture ricettive e sulla trasformazione degli immobili pubblici. L'obiettivo è far riflettere la cittadinanza, e soprattutto l'amministrazione, su quanto la città stia cambiando: «La bellezza di Firenze potrà resistere a questa speculazione? E poi, chi potrà lavorare e studiare qui? Chi potrà permettersi una stanza da duemila euro al mese?», queste sono solo alcune domande che si pongono i manifestanti. Se The Social Hub promette di realizzare una struttura accogliente, capace di offrire spazi riservati allo sport, agli incontri e agli eventi, i manifestanti, al contrario, pensano che lo studentato non sia altro che l'ennesimo esempio di speculazione immobiliare, che porta i residenti a fuggire dai quartieri: «Firenze si sta trasformando in una città sempre più esclusiva, in cui sarà sempre più difficile lavorare e studiare», si spiega nei volantini che vengono distribuiti ai passanti.
Presente, al momento del presidio, il consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune, Dmitrij Palagi: «Speriamo che questo presidio aiuti a far capire al Comune che c'è una richiesta vera. Chiediamo a tutti i gruppi consiliari di autentificare le 10 mila firme raccolte per arrivare al voto del referendum “Salviamo Firenze”». Il referendum si compone di due quesiti: il primo chiede la cancellazione della possibilità di trasformazione della destinazione urbana da direzionale pubblico a privato, per gli immobili con superficie superiore ai duemila metri quadrati. Il secondo chiede l'abolizione della norma che favorisce gli studentati di lusso, come ad esempio, The Social Hub. The Social Hub, per i manifestanti, è l'emblema delle trasformazioni di Firenze: «Potevano essere fatte altre scelte. Qui potevano sorgere spazi di social housing o residenze popolari, invece è sorto questo edificio», racconta Francesco Torrigiani, consigliere del Quartiere uno. I presenti sottolineano le difficoltà che 18mila famiglie incontrano nel trovare una casa in affitto, una difficoltà condivisa con coloro che vincono i concorsi pubblici, costretti a trasferirsi in città. Mentre chi studia fuori sede, è costretto a valutare case dai prezzi esorbitanti: «Se il prezzo di uno studentato di lusso arriva anche a duemila euro, ovviamente salgono anche gli affitti nel settore delle case private. Questo mercato è rivolto a un platea internazionale di persone ricche che creano una grande bolla immobiliare», concludono i residenti.
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