«Già risparmiate risorse» Schiarita per il Maggio
Il commissario punta a evitare la cassa integrazione ai dipendenti Cutaia difende il lavoro. E Sangiuliano presto tornerà in teatro
FIRENZE. Una navigazione a vista, non a radar. Con attenzione totale alla salvaguardia del lavoro dei musicisti e del coro del Maggio Musicale Fiorentino perché, come spiegato già nella prima conferenza stampa, «sono il nostro patrimonio. Faremo in modo di tutelarli fino all’ultimo». Onofrio Cutaia, il commissario straordinario per la Fondazione del Teatro del Maggio Fiorentino, non si nasconde. Sono passati poco più di trenta giorni dalla sua nomina e il lavoro è stato e continuerà ad essere incessante. Con un occhio ai conti, ma anche al rispetto dei lavoratori, «che già in passato hanno vissuto momenti non belli». Sulle spalle c’è un buco di bilancio di oltre tre milioni e la spesa di 8-10 milioni del fondo salva debiti erogato dallo Stato avuto in eredità dalla gestione dell’ex Sovrintendente Alexander Pereira, col buco di oltre 3 milioni di euro la spesa di una cifra tra gli 8 e i 10 milioni di fondo salva debiti erogato dallo Stato, ma qualche passo in avanti è già stato fatto. Una prima schiarita, in mezzo alla tempesta.
È stata intanto pagata ai lavoratori la prima tranche di stipendio del mese di marzo e, non appena «in tempi ragionevolmente ristretti» come spiegato nella mail inviata dalla direzione del personale, sarà sbloccato il Fondo Unico per lo spettacolo sarà corrisposta anche quella mancante. L’obiettivo è quello di scongiurare il ricorso alla cassa integrazione, il primo successo sarebbe esattamente questo.
«Qualche giorno fa abbiamo chiuso la rivisitazione di questo festival che parte domani e stiamo già immaginando delle soluzioni per settembre-dicembre» ha spiegato Cutaia. «Dobbiamo pensare l’attualità che stiamo vivendo come una situazione di emergenza dove le cose normali sarebbero già state programmate, ma non è così. Serve ancora qualche settimana, poi situazione del teatro sarà chiara dal punto di vista della gestione dei conti e questo ci potrà permettere di fare le scelte opportune».
Il commissario ha riavvolto il nastro di questa sua esperienza fiorentina. In queste settimane è stato «fatto un controllo molto rigoroso, siamo arrivati ad avere la situazione del 2022 sotto controllo e, cosa molto delicata, stiamo cercando di capire in maniera certa quali sono le reali condizioni del 2023. Penso che poi sarà necessario l’aiuto di tutti, anche in termini di risorse finanziarie, perché ne avremo bisogno».
Gli sponsor, lo ha ribadito con fermezza, almeno quelli «storici» non hanno indietreggiato nonostante i buio all’orizzonte, ma per andare oltre alla bufera serve uno sforzo ulteriore. Il primo passo è stato fatto rendendo più popolari i costi dei biglietti (si è passati da un massimo di 190 a 110, con un ingresso minimo sceso a 35 euro rispetto ai precedenti 50), ma un ruolo determinante potranno recitarlo i nuovi possibili finanziatori privati, magari non più soltanto occasionali. «I sostenitori storici sono rimasti e quindi da questo punto di vista non c’è stato un grandissimo danno. Il punto è che potrebbero essere molti di più. Si dovrà fare un percorso molto serio di sostengo, non occasionale, da parte delle forze dell’imprenditoria privata e Firenze ne ha tante e anche molto importanti».Quanto al ministro Sangiuliano, non sarà presente all’inaugurazione, ma parteciperà ad uno degli appuntamenti in calendario.
Il lavoro incessante di questi giorni guarda sì al presente, in particolare all’85esimo Festival ormai alle porte, ma soprattutto al futuro, sia quello a brevissimo termine, a partire da settembre fino a dicembre, ma anche oltre: «La speranza è che per il 2024 ci possano essere nuovi apporti, nuove presenze in termini di sostegno economico a questo teatro». L’appello è, dunque, rivolto all’«industria e imprenditoria illuminata di questa città», magari anche sfruttando quelli che sono i bonus previsti, come per esempio «lo sconto fiscale con Art Bonus, che è un beneficio che può essere promosso». l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
