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Franchi. Il Comune fa dietrofront. «La Viola giocherà nel suo stadio»
Apertura del sindaco: «Al lavoro per una soluzione che eviti il trasloco della squadra. La Fiorentina resterà in città: c’è un rapporto ottimo e proficuo col dg Barone»
FIRENZE. Stadio Franchi a capienza ridotta durante i cantieri oppure l’ipotesi Castello con l’ampliamento dell’impianto dei Carabinieri. Sono queste le due opzioni prioritarie sul tavolo di Palazzo Vecchio dopo la netta presa di posizione della Fiorentina che ha chiuso le porte alla possibilità di giocare in trasferta fuori città durante le stagioni 2024-2025 e 2025-2026, quando l’impianto viola sarà nel pieno del restyling. Con le quotazioni del Castellani di Empoli in calo nonostante l’apertura registrata nelle ultime settimane.
A confermare il cambio di approccio è il sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervenendo a ToscanaTv: «Ho letto le dichiarazioni del direttore generale viola, Joe Barone. Noi faremo di tutto per trovare una soluzione per giocare al Franchi: se non dovessimo riuscirci, cercheremo una soluzione nell’ambito della città». Parole che riaprono quindi anche la pista Castello, sponsorizzata da Giani, che presenta però l’incognita del potenziamento degli spalti e degli eventuali costi da sostenere. Mentre tiene banco, in parallelo, il nodo della convenzione per il futuro utilizzo del Franchi.
Se l’intesa per la prossima stagione è all’orizzonte, con una bozza d’accordo già delineata, resta ancora in alto mare quella per il nuovo impianto su cui la società viola chiede maggiore chiarezza in ottica di programmazione. Con la speranza di strappare un prezzo “calmierato”, facendo leva sui disagi da affrontare nel prossimo biennio. Insomma una doppia partita, tripla contando anche il verdetto della Commissione europea sulla tranche da 55 milioni di euro (lievitati a 70 a causa dei rincari) attesa per fine mese, su cui Palazzo Vecchio si mostra accomodante. «Con la società viola stiamo lavorando da molte settimane, ci sono stati molti incontri tecnici, scambi di mail, documenti. C’è un lavoro dettagliato. Mi sono visto molte volte con Barone, con cui ho un ottimo rapporto», sottolinea Nardella prima di allinearsi alle esigenze della Fiorentina, messe nero su bianco dal direttore generale secondo cui «è impensabile giocare fuori casa per due anni». Una chiusura a cui Palazzo Vecchio risponde valutando una modifica al cronoprogramma dei lavori, così da consentire alla squadra di giocare anche durante la fase intensiva della riqualificazione.
E, in seconda battuta come piano B, l’impianto della scuola dei Carabinieri a Castello che può contare su una tribuna da 7mila posti. Troppi pochi per il pubblico viola, stabilmente attorno ai 30mila spettatori questa stagione, con la necessità di installare delle strutture aggiuntive per quadruplicare i numeri a disposizione. Un’ipotesi che comunque incontra il favore del M5s. «Ribadiamo di prendere in seria considerazione lo sviluppo dell’impianto sportivo della scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri a Firenze», commentano i consiglieri pentastellati in Consiglio comunale, Lorenzo Masi e Roberto De Blasi. Ma oltre alla questione stadio c’è spazio anche per il calcio giocato. «Ho fatto i complimenti a Commisso per il fatto che la squadra sta andando bene», spiega Nardella secondo cui potrebbe essere «un maggio interessante per la Viola».
In vista del ritorno di Conference League oggi sono attesi in città oltre 2mila tifosi polacchi del Lech Poznan. «Ho chiesto al questore di evitare che ci siano aggregazioni di tifosi che poi possono entrare in centro. Quello che occorre evitare è che si ripeta quello che abbiamo visto a Napoli con i tifosi dell’Eintracht Francoforte». Al momento, chiarisce il sindaco, «mi pare che le misure messe in campo dal questore siano le migliori Possibili. Anche il ministro dell’Interno Piantedosi mi ha tranquillizzato, ma dobbiamo tenere alta l’attenzione».
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