Una baby gang sfascia il giardino a villa Stibbert
Tavolini, panchine e giochi rotti nell’area Baden Powell. Le mamme: era bellissimo, ora abbiamo paura per i bimbi
FIRENZE. Nel cuore del giardino di uno dei musei più affascinanti di Firenze, lo Stibbert, si nasconde uno angolo verde diventato una specie di zona franca. Siepi selvagge, erba che cresce indisturbata, ruggine sui cancelli. Già l’ingresso del giardino di Baden Powell, dedicato al fondatore dello scouting, racconta molto delle sue condizioni. Nell’ultimo periodo sembra essere meta preferita di alcuni ragazzini che occupano il loro tempo a distruggere le panchine, rovinare i giochi per bambini e sporcare l’area. I postumi di una serata passata a fumare, bere e a «divertirsi», sono sotto gli occhi di tutti i genitori e i nonni che, la mattina portano i loro figli e nipoti al parco. Davanti a loro, si presenta un’immagine che stona con lo spazio circostante, fatto di paperelle, cani che corrono nel prato e giovani ragazzi che leggono un libro su una panchina.
Negli ultimi dieci giorni, sono davvero in pochi a frequentare il giardino comunale di Baden Powell, preferendo altre zone del parco soprattutto se desiderano per fare una passeggiata e rilassarsi, sfruttando le belle giornate di primavera. «Frequento poco questo spazio perché ultimamente non lo trovo sicuro. Se osservi bene, il terreno sottostante ad ogni gioco è rovinato ed è pericoloso se un bambino cade. In più, le panchine vicine sono state devastate da dei ragazzini prepotenti, mi hanno detto», nota Emanuela, mentre controlla la sua bambina che tenta di salire sull’altalena. In uno spiazzo, più avanti, qualcuno s’è divertito a sfasciare un tavolo. C’è una ringhiera infilata nella vegetazione, lo sportellino di una cabina elettrica gettato a terra, una colonnina da cui sbucano fili elettrici, il fontanello malmesso, ancora panchine rotte, qualcuno ha divelto le travi. A notare il degrado di un giardino che dovrebbe essere ben curato è il presidente del Comitato cittadini per Firenze, Simone Scavullo: «Ci sono molte mamme che dicono che il problema risiede in questi ragazzini che disturbano e distruggono tutto - racconta – Hanno rotto sette panchine e un tavolo usato dai bambini per disegnare e divertirsi. In più, sono prepotenti. Si atteggiano da baby gang».
L’area comunale, senza bambini, spinge il passante ad osservare meglio le condizioni del giardinetto: giochi un po’ antiquati, i cui colori hanno perso la vivacità di un tempo, assenza di adeguate protezioni in caso di caduta, radici pericolose. E adesso, la baby gang che distrugge le panchine e i tavoli in legno. Sono soprattutto le mamme ad essere preoccupate della presenza di questi ragazzi, di 14 o 15 anni, che rovinano tutto quel che trovano, per il semplice gusto di farlo e di raccontarlo ai compagni di classe, o sui social.
Agnese Falai è una babysitter e porta qui il bambino di cui si occupa almeno una volta a settimana. Racconta che, da qualche settimana, per terra trova bottiglie e mozziconi di sigaretta: «Non è igienico come giardinetto, ed è un peccato perché il posto in sé è bellissimo, immerso nella natura. Non vorrei che questi vandali, o baby gang, ce lo portassero via». A lanciare l’allarme sono state alcune mamme e nonne. Temono che la situazione possa peggiorare, soprattutto se le istituzioni non intervengono per fermare l’onda di vandalismo.
Sul giardino di Baden Powell, è intervenuto anche il segretario della Lega, Federico Bussolin: «Se i residenti non si sentono sicuri negli unici spazi a loro dedicati, anche per far divertire i loro figli, che senso ha uscire di casa in talune zone di Firenze? ». Il giardino, così, in pochi giorni, è stato trasformato in un ambiente sgradevole, la cui immagine è sempre di più lontana dai ricordi delle famiglie che festeggiavano, proprio su quei tavoli in legno, i compleanni dei propri figli. Alcune assi delle panchine sono sparse per terra, simbolo di un tardo pomeriggio all’insegna della distruzione incontrollata. Un peccato, considerando che il giardino, e in generale, il parco di villa Stibbert, è a tutti gli effetti un’oasi verde sopraelevata, che permette ai frequentatori di allontanarsi dal ritmo dettato dal traffico cittadino: «Sarebbe un vero dispiacere allontanarsi da qui, non mi andrebbe affatto bene – racconta una nonna mentre tiene per mano la nipotina – . Non ne possiamo più di queste baby gang che distruggono quel che la natura ci offre». Le famiglie attendono risposte e interventi rapidi, per ritornare a vivere uno spazio immerso nel verde e nell’arte, e soprattutto, per restituirlo ai bambini che desiderano passare del tempo all’aria aperta, cullati da un’altalena.
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