Il Tirreno

Firenze

La tragedia

Firenze, la pallavolista Julia Ituma era stata tesserata della Savino del Bene: il ricordo della società di Scandicci

di Elena Andreini
Firenze, la pallavolista Julia Ituma era stata tesserata della Savino del Bene: il ricordo della società di Scandicci

Il legame con il volley scandiccese e l’atleta morta in Turchia era molto forte: «Era difficile non accorgersi delle sue grandi capacità sportive»

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SCANDICCI. «Profondo sgomento quando abbiamo appreso la notizia». Queste le parole pronunciate con il nodo in gola dal direttore sportivo della Savino del Bene Francesco Paoletti, ieri quando è arrivata la sconvolgente notizia della morte di Julia Ituma, classe 2004. La diciannovenne pallavolista si trovava in Turchia per le partite di Champions League della sua squadra Igor Gorgonzola Novara e la notizia della sua tragica morte è stata accolta con immenso dolore da tutti coloro che l’avevano conosciuta alla Savino del Bene. Il legame con il volley scandiccese e Julia Ituma era molto forte. La giovane pallavolista aveva fatto parte del Volleyrò Casal de’ Pazzi, società affiliata alla Savino del Bene per quanto riguarda il settore giovanile, una realtà di eccellenza. Vedendo il talento della giovane era stata tesserata dalla Savino del Bene che deteneva il diritto alle prestazioni sportive anche se non aveva mai giocato nella società di Scandicci.

«Al di là dell’atleta che è stata Julia Ituma adesso c’è il dramma di una ragazza, una giovane donna con una vita davanti bruscamente interrotta – ricorda Francesco Paoletti – Ituma era una ragazza di cui avevamo acquistato il cosiddetto diritto sportivo due stagioni fa. Pur non avendo mai militato nella nostra squadra aveva preso parte nelle stagioni passate con i club Italia con i campionati di serie A e poi aveva terminato le stagioni sportive con l’appendice delle finali nazionali giovanili militando nel Volleyrò Castel de’ Pazzi». Anche se le attività sportive erano distanti, il legame c’era. L’avvio di questo incontro era avvenuto tre anni fa, quando Ituma era poco più che una ragazzina. «Era una ragazza con la quale non avevamo mai avuto un rapporto gomito a gomito nella quotidianità del lavoro – precisa Paoletti – però avevamo sviluppato in questo arco di tempo una reciproca conoscenza e ci aveva portato a condividere dei momenti e a confrontarci sul futuro sportivo». Julia sembrava nata per la pallavolo che le si modellava addosso e subito alla Savino del Bene si sono accorti del suo alto livello. «Era difficile non accorgersi delle sue grandi capacità sportive – sottolinea Paoletti – aveva una fisiticità importante a cui abbinava una grande voglia di raggiungere i propri obiettivi anche nello sport. Era molto ostinata».




 

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