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Stadio Franchi, Nardella assicura: «Governo e Europa difendono il Pnrr, Io tutelo la città»

di Francesca Bandinelli
Stadio Franchi, Nardella assicura: «Governo e Europa difendono il Pnrr, Io tutelo la città»

Il sindaco di Firenze risponde al fuoco incrociato. Il senatore Renzi, intanto, anche attraverso la sua e-news, ha ribadito la propria contrarietà alla ristrutturazione dello stadio attingendo a risorse europee: «È una vergogna investire sullo stadio»

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FIRENZE. Dopo il fuoco incrociato delle scorse ore, quello arrivato dal mondo del pallone con in testa il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, e lo scontro sempre più aspro con Italia Viva, il sindaco di Firenze Dario Nardella è tornato a parlare del restying dello stadio Franchi di Firenze: «Il governo sta facendo la sua parte per difendere tutto il Pnrr: non solo il nostro progetto, ma anche quello del Bosco per lo Sport di Venezia». Avanti tutta, insomma, aspettando il 30 aprile prossimo, quando la Commissione europea esprimerà il suo verdetto, dopo il mese suppletivo richiesto dall’Italia.

«C’è già una gara pubblica di 170 milioni di euro circa, è una gara europea - ha spiegato ai microfoni di Tgcom 24 -. Io invito tutti al rigore, alla cautela e al rispetto della legalità. Come sindaco di Firenze ho il diritto e il dovere di difendere gli interessi della mia città, dunque lo stadio, da ogni tentativo di azzeramento o inquinamento del processo che è in corso e che è tutelato dalle leggi dello stato e deve andare in fondo perché i finanziamenti ci sono». Parole secche, lapidarie, ribadite dopo l’incontro dei giorni scorsi con il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto e dopo la spinta arrivata anche dal governo, «per superare tutte le criticità riscontrate e poter consentire la realizzazione degli interventi previsti», come spiegato da Palazzo Chigi. «Il progetto sta procedendo come previsto - ha proseguito Nardella -: io penso che in Italia si dovrebbero aiutare i sindaci che rispettano i tempi e riescono a fare le opere pubbliche velocemente. Non attaccarli o minacciarli come è stato fatto mercoledì».

Il sindaco lo aveva detto a caldo, poche ore dopo il duro attacco del patron del Napoli, lesto a definirlo addirittura «nemico del calcio italiano», oltre precisare il motivo per cui il presidente della Fiorentina, a suo dire, sarebbe «disperato». Quel che è certo è che tra i vertici dirigenziali del club viola la priorità, adesso, è quella di conoscere prima di tutto i termini del rinnovo annuale della concessione del Franchi in scadenza il prossimo 30 giugno, per cui dovrà essere rinegoziato il canone d’affitto, anche alla luce dell’imminente trasferimento della prima squadra nel centro sportivo di proprietà, a Bagno a Ripoli. Per poi concentrarsi su dove dovrà spostarsi a giocare le partite casalinghe la Fiorentina dall’estate del 2024, quando cioè il Franchi sarà coinvolto nella fase più importante di lavori di ristrutturazione, fino al 2026.

Nardella, dal canto suo, ha ribadito ancora una volta l’impegno in merito da parte delle istituzioni nazionali: «L’Italia, col ministro Fitto, sta facendo la sua parte, per Firenze e per Venezia: si tratta sì di due progetti che riguardano degli stadi, ma hanno un impatto sociale, culturale e rispondono a tutti i criteri stabiliti in questi due anni a livello europeo. C’è un decreto che un anno fa ha attribuito questi finanziamenti alle due città. Sono convinto che il Pnrr sia una grande opportunità per tutto il Paese. Non ci siamo mai sottratti con nessun governo e non lo faremo con questo, anzi: l’auspicio è quello di incontrare presto la presidente Meloni».

Il senatore Renzi, intanto, anche attraverso la sua e-news, ha ribadito la propria contrarietà alla ristrutturazione dello stadio attingendo a risorse europee: «Sono tra i pochissimi - ha scritto l’ex premier - che parlano di Pnrr per dire che è una vergogna mettere i soldi per gli stadi delle squadre di calcio e non per le case popolari. Con Raffaella Paita e Nicola Danti abbiamo proposto che i soldi che l’Europa non vuole darci (giustamente!) per lo stadio debbano essere messi sulle case popolari e su operazioni come quelle della ex struttura dei Lupi di Toscana». Daniela Rondinelli, deputata dem al Parlamento europeo, intanto presenterà «un’interrogazione prioritaria alla commissione Ue sull’ipotesi di uno stop al finanziamento da 55 milioni destinati alla riqualificazione del Franchi, nel quadro dei Progetti Urbani Integrati del Pnrr» .

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