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Il Comune vieta le “borse gioiello” a Ponte Vecchio e Braccialini chiude il negozio per protesta
La maison ha affisso volantini sulle vetrine del negozio : «Lasceremo i nostri oggetti esposti, riapriremo quando sarà fatta giustizia»
FIRENZE. Lo sportello unico attività produttive del Comune di Firenze ha notificato ieri a Graziella Braccialini un provvedimento che vieta la vendita di borse gioiello nel negozio di Ponte Vecchio. L’azienda ha deciso, per protesta, di chiudere il negozio, che avrebbe potuto rimanere aperto per la commercializzazione dei gioielli della maison. «Nel negozio – afferma l’avvocato Tommaso Martinico che assiste Graziella Braccialini – vengono venduti anche gioielli d’oro, perché Graziella nasce come marchio orafo di grande tradizione, che ha conseguito un’importanza assoluta a livello mondiale, caratterizzata da artigianalità di eccellenza. Nel 2017 ha acquisito Braccialini. Gli artigiani dell’azienda hanno pensato un nuovo tipo di prodotto, le borse gioiello, che sono un prodotto artistico di grande valore e pregio». «Il Comune – precisa – ci ha detto che possiamo continuare a vendere i gioielli ma non le borse gioiello». Secondo l’amministrazione le borse gioiello non rientrano tra le categorie previste dal regolamento Unesco, che ammette oggetti preziosi, orologi e oggetti d’arte. Il provvedimento è arrivato all’esito dell’avvio di un procedimento amministrativo, annullato una prima volta a seguito delle memorie difensive presentate dall’azienda, e poi subito riavviato, partito dopo la segnalazione fatta al Comune dall’Associazione Ponte Vecchio.
Ieri sera il negozio ha chiuso, lasciando le borse gioiello negli espositori. Sulle vetrine è stato esposto un cartello, in italiano e in inglese: «In segno di protesta contro il provvedimento del Suap, abbiamo decido di tenere chiusa questa attività fino a che giustizia non sarà fatta, in vetrina lasceremo i nostri oggetti preziosi tutti made in Tuscany».
«In questo procedimento abbiamo depositato delle argomentazioni che sono state sicuramente poco esaminate» afferma l’avvocato Tommaso Martinico, che annuncia l’intenzione di impugnare il provvedimento davanti al Tar. «Noi siamo orafi di tradizione, le nostre borse vendute sono borse gioiello, che contengono gioielli incastonati – aggiunge –. Su Ponte Vecchio ci sono altri due negozi che vengono borse, il negozio Manellli, che vende solo borse e prodotti di pelletteria e il negozio Fallaci, che vende anche borse, e verso di questi non è mai stato detto nulla».
L’avvocato Pier Ettore Olivetti Rason, che assiste l’associazione Ponte Vecchio esprime invece soddisfazione per il risultato da lui giudicato largamente positivo, ottenuto in piena collaborazione con Confcommercio. «La puntuale applicazione – afferma – del regolamento Unesco in vigore ha comportato la sospensione dell’attività di Braccialini tenuto conto che tale azienda, come più volte rilevato, vendeva all’evidenza un prodotto tassativamente vietato sul Ponte Vecchio».
«Sono state ascoltate e accolte – commenta Elisa Tozzi Piccini, titolare di una delle aziende di Ponte Vecchio – le richieste di chiarezza dell’Associazione Ponte Vecchio portate avanti insieme a Confcommercio».
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