Italia
Firenze, le suore licenziano la sindacalista: «Perché ho pulito un’affettatrice»
Fallito il tentativo di conciliazione. La Cgil: «Pronti anche allo sciopero»
FIRENZE. Quando a Camilla Boccaccini, delegata sindacale di Fp Cgil Firenze, viene chiesto come sta, lei risponde che sta bene, anche se, ammette, è dura andare avanti perché troppo spesso si sente sconfortata. La sua storia è alquanto singolare, e il motivo per cui ieri era a manifestare davanti al portone della Rsa del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante, in via Scipione Ammirato, è legato al suo licenziamento dalla struttura. Il motivo di tale decisione? Camilla racconta che la sua unica colpa è stato, apparentemente, pulire un' affettatrice, un tipo di attività che non rientrava nelle sue competenze, in quanto impiegata nei lavori di gestione della struttura. Al momento della pulizia, la lama è caduta a terra, procurandole un taglio sul palmo della mano.
«Ufficialmente, sono stata licenziata per aver pulito un'affettatrice: mi hanno accusato di mettere in pericolo i pazienti della struttura. Ma la verità è che da un anno chiedevo una giusta applicazione del contratto e una gestione più appropriata della Rsa – spiega Camilla–. Richieste non gradite dalla direzione e lo scotto l'ho pagato io con il licenziamento. Continuerò a lottare: chiedo un eventuale reintegro. Inoltre, non voglio lasciare le mie colleghe, che raccontano di essere fotografate al momento della firma all'ingresso. Come dipendenti poi, abbiamo a cuore il benestare dei pazienti». In difesa di Camilla, Fp Cgil sostiene che l'allontanamento dalle sue funzioni sia stato seguito «da una motivazione arbitraria ed eccessiva, che sarà la magistratura a valutarne la proporzionalità». Insomma, un pretesto, secondo Camilla, che non trova alcuna giustificazione: «Potevano sospendermi e invece mi hanno licenziato in tronco, dopo una sola lettera di richiamo in ben dieci anni di lavoro. La verità è che mi hanno licenziato per le mie attività sindacali. Non è giusto. Hanno detto che potevo mettere in pericolo i presenti all'interno della struttura, pulendo la lama dell'affettatrice, quando l'unica che si è fatta male sono stata io».
Al licenziamento, avvenuto il 28 gennaio scorso, sono seguite una serie di azioni che non hanno, per il momento, portato a nessun risultato. Infatti, i rappresentanti sindacali si sono riuniti per sostenere la Boccaccini a seguito di un tentativo di conciliazione non andato a buon fine, tra la Rsa e la sigla sindacale. Mentre le bandiere rosse sventolano in aria, le madri osservano il presidio da lontano: al momento, non rilasciano dichiarazioni. Il licenziamento, secondo Fp Cgil appare come l'ultimo di una lunga serie di vessazioni: «Il licenziamento della rappresentante sindacale Fp Cgil (eletta anche nel direttivo della Fp Cgil di Firenze) fortemente impegnata nella tutela dei diritti del personale nella Casa di riposo residenziale in cui lavora, rappresenta il punto di rottura dopo mesi di progressivo peggioramento dei rapporti sindacali, dovuti a un sotto-inquadramento del personale e al mancato riconoscimento degli accordi integrativi regionali», come scrive il sindacato.
Camilla si ritiene fortunata: dalla sua parte sa che può contare sulla famiglia e sulle sue colleghe, con cui è rimasta in contatto. Il presidio ha visto la partecipazione di altri rappresentanti sindacali, che non hanno perso l'occasione per manifestare vicinanza e solidarietà alla collega.
Fp Cgil fa sapere che intende sostenere la lavoratrice nella vertenza legale per l’impugnativa del licenziamento, procedendo ad iniziative di protesta, fino anche alla proclamazione dello sciopero, se necessario.
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