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Il Tar boccia il divieto del Comune di Firenze: via libera all’ostello nello studentato
I giudici sulla struttura di Borgo Ognissanti: «Osservazioni arrivate tardi»
FIRENZE. Il Comune chiude l’ostello nato all’interno dello studentato, ma il Tar prima sospende il provvedimento e poi lo boccia definitivamente. Come sancito dai giudici della seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Toscana, il New Generation Hostel di borgo Ognissanti potrà continuare la sua attività. La chiusura – nei fatti mai avvenuta – è illegittima, perché, tra le altre cose, è arrivata troppo tardi.
Nel provvedimento del 17 giugno 2022 avente ad oggetto il “Divieto di prosecuzione dell’attività di ostello” il Comune rilevava difformità relative alla destinazione d’uso dell’edificio. Osservazioni tuttavia tardive. La società infatti, secondo quanto affermato nella sentenza, aveva correttamente comunicato l’avvio dell’attività di ostello, definita secondaria e accessoria a quella di studentato, con una segnalazione certificata d’inizio attività (Scia) del 29 ottobre 2019. Da quella data il Comune aveva sessanta giorni per adottare un’eventuale chiusura, che invece è arrivata a distanza di tre anni, risultando pertanto ampiamente fuori tempo massimo.
Il regolamento urbanistico prevede la possibilità di svolgere l’attività ricettiva di ostello nell’edificio a destinazione direzionale, dove in questo caso l’attività prevalente è quella di studentato.
Quando la società che gestisce l’ostello ha presentato ricorso al Tar, assistita dall’avvocato Raffaella Cungi, il Comune si è costituito in giudizio e ha sostenuto che fosse stata adibita a struttura ricettiva più della metà della superficie dell’edificio, violando di fatto il regolamento urbanistico che pone il limite del 50%. Proprio per questo motivo, il Comune ha ritenuto di poter esercitare i suoi poteri anche scaduto il termine dei sessanta giorni dalla presentazione della Scia, «in quanto – si legge nei documenti portati in giudizio – l’attività di ostello ha sempre occupato una superficie maggiore rispetto a quella prescritta». Nel dettaglio, la difesa comunale, rappresentata dagli avvocati Gianna Rogai e Chiara Canuti, ha sostenuto che nella superficie adibita a studentato sarebbero stati inseriti dalla società anche locali promiscui che in realtà si affacciano sulle camere dell’ostello, facendo salire i metri quadri adibiti a quest’ultima attività ben oltre il 50% del totale. Anche queste osservazioni però sono state cassate dal Tar, perché arrivate, pure queste, troppo tardi. Secondo quanto riportato nella sentenza infatti sono emerse solo in sede difensiva durante il procedimento al Tar, mentre non ce ne sarebbe traccia nel provvedimento di chiusura dell’attività, nato da un’ispezione effettuata dalla Asl nel novembre del 2021.
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