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Firenze, Nardella difende le sentinelle: «Sono professionisti, non ronde»
Dopo la Lega, tutta l’opposizione insorge contro il progetto del Comune
FIRENZE. «I volontari per la sicurezza fanno parte di un percorso regolamentato, trasparente e disciplinato dalla legge in accordo con le forze dell’ordine, quindi non hanno niente a che vedere con ronde di cittadini che spontaneamente vanno in giro ad occuparsi di sicurezza: stiamo parlando di una cosa completamente diversa». Lo ha affermato il sindaco Dario Nardella a proposito del nuovo progetto del Comune che la Lega ha fortemente criticato definendole «ronde». E che prevede un avviso pubblico - che sarà pubblicato a breve - per selezionare le associazioni del terzo settore adatte al monitoraggio degli spazi pubblici. La delibera proposta dall’assessora alla Sicurezza Benedetta Albanese, e approvata dalla giunta, mette in pista 24mila euro per il rimborso delle spese sostenute da chi avrà l’incarico. L’obiettivo è quello di monitorare il territorio e prevenire i reati, ma ci sono anche dei paletti : i volontari opereranno sempre in stretto rapporto e con la supervisione della polizia locale. «Noi lo abbiamo già sperimentato, ad esempio con le associazioni dei carabinieri - ha continuato il sindaco, a margine del primo Open Day sul tema "carcere e città" del progetto I Care, nel penitenziario fiorentino di Sollicciano - o dei poliziotti in congedo. Si sta parlando di un modello che è assolutamente integrato con il sistema di controllo del territorio. Non si facciano confusioni strumentali, perché noi abbiamo un’idea completamente diversa da quella della destra della giustizia fai da te. Stiamo invece parlando di figure che devono avere una preparazione professionale precisa, e che devono inserirsi in una attività di controllo sociale del territorio».
A Nardella, ieri, è arrivata la risposta dei consiglieri Dmitrij Palagi e Antonella Bundu di Sinistra Progetto Comune: «La sicurezza non ha bisogno di volontariato, ma di adeguate risposte da parte di politica e istituzioni. Chi riesce a raggiungere la pensione deve potersela godere. Il tema di come si vivono gli spazi urbani incrocia le insicurezze sociali non solo quelle di incolumità fisica. Da 4 anni diciamo che telecamere e comitati di vicinato non risolvono, anzi rischiano di alimentare in clima di diffidenze e paure, dove si pensa di poter controllare tutto. Occorre prevenire e avere una città viva - affermano - Il Pd continua a fare scelte contraddittorie è chiaramente subalterne alle destre, che infatti attaccano dicendo che non è abbastanza. Serve un’alternativa vera, di visione della città, di sinistra».
Ancor più critico è il gruppo di Fratelli d’Italia che ricorda al primo cittadino che «nel luglio 2019 i "volontari per la sicurezza" li aveva proposti, al Quartiere 4, il presidente Mirko Dormentoni. Nardella dopo l’annuncio si infuriò e Dormentoni ci ripensò, annullando tutto - affermano Alessandro Draghi e Jacopo Cellai - Oggi la stessa proposta la fa l’assessore Albanese e invece va bene? Il nostro sindaco dovrebbe mettersi d’accordo con se stesso. Ma la verità è un’altra: per combattere il fenomeno crescente delle baby gang, che questa amministrazione continua a sottostimare se non ignorare, serve un altro strumento, quello sì efficace: il vigile di quartiere, che Nardella ha invece deciso di archiviare».
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