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Pasqua, a Firenze hotel e ristoranti sold out: «Siamo tornati a pieno regime»

di Rita De Blasio

	Firenze si prepara ad accogliere migliaia di turisti per Pasqua e per i prossimi ponti del 2023
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Firenze si prepara ad accogliere migliaia di turisti per Pasqua e per i prossimi ponti del 2023

Il settore turistico registra numeri superiori al 2019: camere occupate all’80%

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FIRENZE. Il 2023 è l’anno dei ponti. E il periodo clou sta per iniziare con le vacanze di Pasqua, il prossimo 9 aprile, per poi proseguire, qualche settimana dopo, con il 25 aprile, che capita di martedì, e il Primo maggio, un lunedì. Ci sarà poi venerdì 2 giugno a fare da apripista alle ferie estive. Possibilità, dunque, di sfruttare il cosiddetto weekend lungo per staccare la spina, spegnere il telefono e godersi le meritate vacanze. Ed anche Firenze si prepara ad accogliere le migliaia di turisti che arriveranno già nei prossimi giorni. Rispetto al periodo pandemico si volta pagina, si riparte, e i numeri sono incoraggianti: per le strutture ricettive della città si stima un’occupazione intorno all’80%. In tutta la regione, invece, secondo gli studi effettuati su un campione di 528 strutture, per le vacanze pasquali ci sarà una crescita del 9,1% di pernottamenti, con l’incremento del 3,8% di italiani e del 15% di stranieri.

«Il turismo oramai è ripartito con la voglia di vivere il bello. Questa è la conferma che siamo in una fase di ripartenza», afferma soddisfatto Francesco Bechi, il presidente della Federalberghi di Firenze. «Ritengo, come già ho sostenuto altre volte, che Firenze e generalmente tutta la Toscana rappresentino una grande bellezza estetica, con contenuti sensoriali ed emozionali che lasciano sensazioni profonde che accompagnano il turista per tutta la vita», continua Bechi. Il dato positivo è che a muoversi sono proprio tutti: italiani, europei, americani.Se da un lato riprendono anche le partenze dall’Italia soprattutto verso Parigi, Barcellona, Lisbona, Giordania ed Egitto, tanti connazionali optano per il turismo interno. «Gli italiani sono la prima e più importante fascia di clientela - sottolinea Bechi- ma ci sono anche tanti tedeschi, spagnoli, francesi e gli immancabili americani».

E se qualche ritardatario vuole trascorrere dei giorni a Firenze avrà difficoltà a trovare posto in quanto tutte le strutture ricettive, dagli ostelli agli alberghi a cinque stelle, risultano già prenotate. «Anche questa è una cosa positiva - sostiene Bechi - che dimostra che la città è in grado di offrire una risposta per ogni diverso tipo di domanda proveniente da fasce sociali diverse». Il trend di crescita positivo viene sottolineato anche da Confartigianato: «La ripresa del turismo si sta consolidando. Il 2023 può portare il nostro settore a livelli pari o perfino superiori al 2019», svela Irene Floris, presidente di Confartigianato turismo Firenze e co-titolare dell’agenzia di viaggi CGTravel. Ad attrarre i visitatori anche le località di campagna: «Si cerca la bellezza ma anche il contatto con la natura e il relax. Bene anche la montagna e il turismo termale. I turisti provengono soprattutto dagli Stati Uniti», continua Floris.

Sorridono e tirano un sospiro di sollievo anche gli esercizi commerciali: «Sarà una vera Pasqua di Resurrezione anche per bar e ristoranti, la cui attività sta tornando a pieno regime, come prima della pandemia - dichiara il presidente di Confcommercio Toscana Aldo Cursano - a Firenze le attese sono altissime e i locali hanno il problema di reperire personale adeguato, tanti sono sotto organico». Ad affollare le strade di Firenze è previsto anche un altro tipo di turismo, quello scolastico: «Tante scuole sia italiane che straniere vengono in gita nella nostra città. Questo è un dato molto positivo che si aggiunge agli altri segnali di crescita del settore. Abbiamo tante prenotazioni anche per il periodo estivo», sostiene Lapo Cantini, responsabile della Confesercenti Firenze. Ma, se per tanti la pandemia è oramai alle spalle, altri preferiscono invece rimanere cauti, come la presidente di Assohotel. «Le prenotazioni per queste festività stanno andando bene, c’è un bel flusso - sostiene Monica Rocchini - però questo non vuol dire che tutto quello successo nel 2020/2021 sia risanato. Ci siamo tanto indebitati, per questo abbiamo ancora le ossa rotte e ci vorrà tempo per recuperare tutto quello che abbiamo perso. Teniamo le dita incrociate». Meglio non abbassare la guardia dunque, ma i segnali rimangono incoraggianti.

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