Il Tirreno

Firenze

Le testimonianze

«Quell’auto poteva falciarci»: inseguimento da film in centro a Firenze

di Antonio Passanese
«Quell’auto poteva falciarci»: inseguimento da film in centro a Firenze

La Mercedes non si ferma all’alt e il blindato la sperona in via Tornabuoni. I testimoni: «Strage evitata». Espulso dall’Italia un 27enne, è caccia all’autista

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. L’alt ignorato, l’inseguimento per le strette vie del centro e la soddisfazione per essere riusciti, con un mezzo blindato, per essere riusciti a bloccare i fuggitivi (anche se uno risulta ancora irreperebile).

Ora di pranzo movimentata, quella di ieri, per gli agenti della squadra mobile e della volante che per dieci minuti si sono destreggiati in una serie di manovre per poter bloccare una Mercedes nuova fiammante (e a noleggio) che a tutta velocità, in contromano e imboccando vie strette e in controsenso, ha attraversato via dei Neri, poi i lungarni, Ponte Vecchio, un pezzo d’Oltrarno e infine via Tornabuoni.

È a due passi dalla chiesa di Santa Trinita, dalla colonna della Giustizia e da Palazzo Ferragamo (di fronte alla boutique di Burberry, per essere precisi) che la berlina è stata fermata da una jeep blindata della polizia del Reparto Operativo di primo Intervento che è stata costretta a speronarla per bloccarne la corsa.

A questo punto, però, i due stranieri che viaggiavano nella Mercedes se la sono date a gambe levate. Uno è stato bloccato dai Falchi della Mobile all’interno di un garage di via del Purgatorio (si nascondeva sotto una macchina), l’altro, invece è ancora irreperebile.
Nel frattempo, gli agenti – giubbotto anti-proiettile addosso e pistole e mitra in pugno – hanno praticamente setacciato palmo a palmo la Mercedes pensando di trovare armi, droga o refurtiva nel bagagliaio, sotto i sedili o nel cofano, ma tutte le operazioni definite «di bonifica» hanno dato esito negativo.

Nella loro folle corsa, i due stranieri ( si tratta di albanesi) avrebbero più volte scansato i pedoni, e se la polizia non li avesse fermati tamponandoli, probabilmente in via Tornabuoni avrebbero fatto una strage, visto che la strada dello shopping e del lusso, era piena di famiglie e turisti. «Una coppia di ragazzi americani, solo per un caso fortuito non è stata presa in pieno da quei balordi – afferma un testimone scioccato dall’accaduto – Si trovava davanti alle vetrine di Burberry ed è rimasta pietrificata quando c’è stato il botto». «Potevano travolgerci tutti , andavano a velocità folle. Un signore e una signora sono stati quasi sfiorati, bastava facessero un passo di lato anche solo per distrazione e uno dei due sarebbe stato travolto e ucciso», racconta un altro.

Le sirene delle auto di servizio della polizia hanno richiamato l’attenzione di centinaia di persone che hanno assistito in diretta a quella che sembrava a tutti gli effetti una scena del film Six Underground di Micheal Bay con inseguimenti spettacolari, incidenti, pedoni che volano dopo esser stati colpiti dalle auto. La Mercedes ha percorso in fondo alcune delle vie più famose e frequentate da turisti e cittadini, alcune delle quali occupate anche da tavolini e dehors.

Una scena talmente pericolosa e surreale da essere sembrata a moltissimi dei testimoni il ciak di un film sfuggito al controllo degli stessi produttori e registi.
«Pensavamo si trattasse di una finzione – raccontano i commessi di alcuni negozi – Poi però ci siamo girati attorno e non abbiamo visto alcuna telecamera. Non solo. Quelle armi spianate ci hanno fatto capire che si tratta di una scena reale».

La Mercedes, una volta imboccata la strada dello shopping, andava così veloce che i dipendenti di Burberry, subito dopo l’urto con il blindato della polizia pensavano «entrasse dentro il negozio. Siamo spaventati perché se qualche anziano o una mamma col passeggino si fossero trovati sulla traiettoria della Merdedes e non avessero avuto la prontezza di spostarsi sarebbero stati falciati».

Uno degli occupanti della berlina, un albanese 26enne irregolare sul territorio italiano, è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e accompagnato alla frontiera per l’espulsione dal territorio italiano.

Ma le indagini della squadra mobile ora si stanno concentrando sul suo amico e sui motivi che avrebbero indotto la coppia a non fermarsi all’alt. «Nessuna pista è esclusa», fanno sapere dalla questura. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web