Il presidio
Oltrarno, la protesta dei cartelli: «No a nuovi servizi per turisti»
Firenze, i comitati non vogliono un infopoint e il parcheggio interrato
FIRENZE. I muri dell’Oltrarno, moltre vetrine dei negozi, gli ingressi dei palazzi, i lampioni, i cartelli stradali, le fermate dei bus e i semafori, nella notte, sono stati tappezzati di volantini di protesta contro alcune delle opere previste nel quartiere dal Comune. Innanzitutto i residenti dicono «No» al parcheggio interrato di piazza del Cestello - previsto nel Piano operativo e in attesa dell’approvazione della Soprintendenza (è stato riformulato il progetto seguendo le indicazioni date dall’ex vertice di piazza Pitti Andrea Pessina - per motivi di sicurezza idraulica. «Ci sono studi, realizzati da tecnici e ingegneri, che mettono in guardia Palazzo Vecchio perché troppo vicino al fiume e soprattutto perché sotto la piazza ci sono falde che potrebbero salire in superficie. Oltre ad essere all’interno delle mura, quindi in piena area Unesco, si ritiene sia uno scenario troppo impattante per la zona in questione. Per questo la Soprintendenza ha rilanciato spostando l’idea in lungarno Santa Rosa. E se invece per una volta si provasse a cambiare prospettiva politica, piuttosto che venire a compromessi tecnici? Questa la domanda, sia a livello locale che nazionale, che ci viene spontanea oggi, ma che abbiamo già posto molte volte», lo sfogo dei comitati d’Oltrarno.
Altra richiesta, che probabilmente finirà in un question time da presentare nei prossimi Consigli comunali riguarda l’istituzione di una Ztl no-stop, dalle 6.30 del mattino all’1.30 di notte, tutti i giorni della settimana, per evitare che gli abusivi della sosta possano invadere con le auto la riva sinistra d’Arno. Che, come mostrano le numerose foto postate sui social, invadono ogni angolo del centro, perfino le piazza pedonali, per non parlare dei marciapiedi. Basta d’altronde fare un giro, tra il venerdì e la domenica sera, da piazza Santa Maria Novella a Santa Croce per trovarsi di fronte a vetture e motorini lasciati davanti alle basiliche, ai portoni e ai passi carrabili.
Un altro «no» che arriva dall’Oltrarno è quello sull’Infopoint nella chiesa di San Carlo ai Barnabiti in via Sant’Agostino. Una chiesa sconsacrata dalla seconda metà dell’Ottocento, e che nel tempo è stata anche trasformata in una palestra che ne ha distrutto affreschi e muri. L’idea di Palazzo Vecchio, che ha avviato un’importante opera di risanamento da circa 800 mila euro, è quella di creare il primo punto turistico della "rive gauche" dove troveranno posto anche gli artigiani con un corner nel quale saranno esposti i loro prodotti e tutte le informazioni del caso. Ma i comitati vorrebbero che in quell’ex edificio di culto vengano organizzati eventi per la socialità del rione. L’ultimo «Stop» all’amministrazione, riportato sui cartelli affissi in Oltrarno, riguarda la «gentrificazione turistico-movidara» che ha fatto sì che il rione si trasformasse in un immenso B&B e in una mangiatoia, dove ormai prolificano solo ed esclusivamente negozi non di vicinato ma improntati sul turismo. Cosa, questa, che sta facendo pian piano fuggire via i fiorentini. Tutti questi argomenti, infine, saranno al centro di un incontro che i comitati stanno organizzando alle Leopoldine e che si tradurrà in un documento da inviare al Comune.
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