Maggio musicale, Fuortes si smarca e resta in Rai: l’incognita per il dopo Pereira
Firenze, una nota di viale Mazzini certifica l’indisponibilità ad assumere l’incarico. In pole, ora, ci sarebbero Ninni Cutaia e, un passo indietro, Marco Parri
FIRENZE. Sempre più intricato il rebus Maggio Musicale fiorentino, al centro di una tempesta giudiziaria e finanziaria cui si aggiunge l’incognita della successione ad Alexander Pereira. Dopo giorni di trattative infuocate sull’asse Firenze-Roma sembra sul punto di saltare l’approdo dell’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, ai vertici della fondazione lirico-sinfonica cittadina. A certificare, almeno sulla carta, l’indisponibilità a diventare il nuovo sovrintendente è una nota di smentita di viale Mazzini che ribadisce l’intenzione di Fuortes ad andare avanti.
Una presa di posizione recepita a malincuore, «ne prendo atto», dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, che insieme al ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, lavorava da giorni sotto traccia per questa soluzione. Pereira si congederà ufficialmente dal teatro il 30 marzo con un ultimo spettacolo, la recita straordinaria della Traviata. E in vista di lunedì, quando il Consiglio di indirizzo dovrà presentare una terna di nomi al ministro, prendono quota due candidature tecniche: il dirigente ministeriale, Ninni Cutaia e, un passo indietro, il direttore generale dell’Orchestra regionale toscana (Ort), Marco Parri, che si era già autocandidato nel 2019 per il post-Chiarot. A consegnare Palazzo Vecchio a un’altra giornata di passione nella ricerca del successore di Pereira è la nota mattutina della tv di Stato. «A differenza di quanto riportato da alcuni giornali, l’ad della Rai informa di non aver avuto ieri alcun incontro con il presidente del Consiglio dei Ministri. E dunque l’asserito passaggio al Maggio da parte di Fuortes non corrisponde a verità. L’ad continua la sua regolare attività in azienda».
Nel caso di una sfiducia in Cda l’obiettivo prioritario di Fuortes, che in questi giorni si è confrontato cordialmente con il sindaco, sembra la direzione della Scala di Milano più che diventare commissario del Maggio. Poche ore dopo la nota arriva la replica di Nardella. «Prendo atto della dichiarazione di Fuortes che ha confermato di voler continuare la sua attività alla Rai. È dovere mio e del Cdi, dopo le dimissioni di Pereira, assicurare in tempi molto rapidi al teatro del Maggio una nuova guida». In prima fila c’è Cutaia, 63ennne originario di Catania, attuale direttore generale di Creatività contemporanea, un ramo del ministero della Cultura. Cutaia che può vantare solidi rapporti a Roma e attenzione ai conti, in precedenza è stato direttore del teatro Mercadante di Napoli, dell’Ente teatrale italiano e della direzione ministeriale Spettacolo dal vivo. Lo insidia il fiorentino Parri, 61 anni, dirigente Ort dal 1989 che rappresenta la soluzione ‘in casa’. Fuori dai giochi invece il sovrintendente del teatro Regio di Parma, Luciano Messi, fresco di nomina di 2 mesi fa quindi complicato, e la sua predecessora Anna Maria Meo, su cui pesa il rinvio a giudizio per peculato, truffa ai danni dello Stato e falso ideologico relativo agli anni al vertice. Contestazioni analoghe a quelle che hanno portato Pereira a fare un passo indietro.
Nel frattempo FdI, che per prima denunciò le spese del sovrintendente con la carta di credito aziendale, torna ad incalzare Palazzo Vecchio. «Ci chiediamo come sia possibile che Nardella non si sia accorto della strana gestione delle finanze dell’ente. Crediamo che abbia agito in buona fede ma vorremmo anche avere una risposta da lui», afferma il capogruppo di Fdi in Regione, Francesco Torselli.
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