Il Tirreno

Firenze

La ricostruzione

Il dramma per le strade di Firenze: il clochard ucciso dal freddo

di Matteo Leoni
Il dramma per le strade di Firenze: il clochard ucciso dal freddo

L’uomo, 68 anni, trovato morto sulle scale dove aveva cercato rifugio per la notte. L’allarme è stato dato solo alle 11 di ieri mattina, il senzatetto era conosciuto nella zona

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Ammazzato dal freddo della notte, contro il quale non era riuscito a trovare un riparo adeguato. È morto così Cesare Castrignano, originario di Copertino in provincia di Lecce, 68 anni compiuti da una settimana. Quando è stato notato dai passanti era troppo tardi per salvarlo. L’uomo si è spento nel giaciglio di fortuna che si era creato lungo le scale di emergenza nel retro del palazzo di via Bufalini di proprietà della Cassa di Risparmio, a pochi passi dal pronto soccorso di Santa Maria Nuova. Sul corpo non sono stati trovati segni di violenza. Sul posto sono intervenuti sanitari del 118 e i carabinieri della Compagnia di Firenze.

Da tempo bazzicava la zona dell’ospedale, dove la sera molti senzatetto trovano riparo sotto i portici, sopratutto in inverno. Lui però, chissà perché, non si era sistemato con gli altri, ma un po’ più in là, sul primo pianerottolo delle scale di emergenza, nei pressi del parcheggio dipendenti dello stabile. A fare la terribile scoperta, ieri mattina intorno alle 11, alcuni passanti. Sono loro che hanno avvisato i sanitari, che a loro volta hanno chiesto l’intervento dei carabinieri. Il pm di turno, Benedetta Foti, ha disposto la liberazione della salma, che è stata trasferita all’obitorio per poi essere affidata ai familiari.

L’uomo è stato trovato sul pianerottolo, riverso sul fiaco sinistro. Il decesso risalirebbe a diverse ore prima. Le telecamere di sorveglianza del palazzo infatti lo inquadrerebbero mentre si muove nel sonno nelle prime ore della notte. Poi a un certo punto della nottata i movimenti cessano, il corpo resta immobile nella stessa posizione nella quale è stato trovato. Secondo i sanitari il suo organismo non avrebbe resistito al freddo intenso della notte. L’esame esterno del cadavere effettuato sul posto ha permesso di escludere cause violente, o comunque delittuose della morte. Il sessantottenne era conosciuto nella zona. Spesso le forze dell’ordine erano dovute intervenire per allontanarlo, poiché era solito cercare riparo nelle corti interne dei palazzi privati.

«È un giorno triste. Lo conoscevamo, era una persona molto fragile» commenta l’assessora al welfare Sara Funaro. «L’uomo – spiega – era conosciuto dai volontari e dagli operatori delle strutture per l’accoglienza invernale cittadine». Più volte negli ultimi mesi l’uomo, con una situazione sociosanitaria complessa, era stato accompagnato in struttura dalle unità di strada e più volte ne era uscito volontariamente. L’ultima uscita risale allo scorso fine settimana. L’uomo nell’ultimo mese ha avuto anche più di un accesso nei pronto soccorso della città.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino