Italia
La fiorentina Margherita Cassano sarà presidente della Suprema Corte, la prima volta per una donna
Il voto sulla nomina è previsto il prossimo 1 marzo
Margherita Cassano sarà la prima donna a essere nominata primo presidente della Corte di Cassazione. La commissione per gli incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura ha infatti votato all'unanimità in suo favore per l'incarico che sarà lasciato da Pietro Curzio, che sta per andare in pensione. Il voto sulla nomina è previsto in plenum il 1 marzo, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Cassano è attualmente presidente aggiunto della Suprema Corte. Cassano, Toscana di origini lucane, è in magistratura dal 1980. Dal 2015 al 2020 è stata presidente della Corte di appello di Firenze.
“Congratulazioni a Margherita Cassano, fiorentina e prima presidente donna della Corte di Cassazione. Non era mai accaduto nella storia della magistratura italiana. Un orgoglio per la nostra città. Buon lavoro!”, dice il sindaco di Firenze, Dario Nardella. "Ci sono passaggi che segnano in positivo il cambiamento e la crescita culturale e sociale di un paese.La scelta unanime della Commissione incarichi direttivi del Csm di designare Margherita Cassano come presidente della Corte di Cassazione è uno di questi", dice il presidente toscano Eugenio Giani. “Ricordo - continua Giani - la professionalità e l'autorevolezza con cui la dottoressa Cassano ha presieduto la Corte d'appello di Firenze e sono certo che le sue qualità e competenze emergeranno nel nuovo altissimo incarico cui viene chiamata. A lei le felicitazioni mie personali e di tutta la giunta regionale toscana".
Fiorentina ma di origine lucana, 67 anni, Cassano è in magistratura dal 1980. Ha ottenuto il suo primo incarico proprio alla procura della Repubblica di Firenze, dove si è occupata di tossicodipendenze e traffico di droga, argomenti che per tutta la carriera ha continuato ad approfondire. Suo padre, Pietro Cassano, è stato un magistrato famoso a Firenze e ha presieduto tanti processi negli anni di piombo, tra cui la condanna al fondatore della Brigate Rosse Renato Curcio. Dal 1982, Margherita Cassano è stata componente del gruppo specializzato nelle indagini in materia di stupefacenti e di criminalità organizzata, mentre dal 1991 al 1998 è stata assegnata alla Dda di Firenze. Esponente di Magistratura Indipendente, è stata consigliere del Csm dal 1998 per quattro anni. Dal 2016 al 2020, infine, ha presieduto la Corte d’appello di Firenze.
In passato è stata consigliera togata del Csm, eletta con il gruppo Magistratura Indipendente. I due concorrenti per la guida della Cassazione erano solo due: oltre a Cassano, infatti, aveva presentato domanda Giorgio Fidelbo, presidente di sezione in Cassazione.
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