Uffizi Il caro ticket traina le visite. Per Eike si profila un futuro a Brera
Vittorio Sgarbi lancia la candidatura del direttore al museo di Milano
FIRENZE. Altro che crollo dei visitatori. «Dopo l’annuncio dell’adeguamento del prezzo del biglietto, non è successo quello che qualcuno aveva previsto, ovvero una diminuzione degli ingressi, piuttosto il contrario: è esplosa la richiesta di biglietti e le prenotazioni sono decisamente aumentate rispetto al 2019, anche per l’alta stagione». Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt esprime la propria soddisfazione per l’andamento degli ingressi alle gallerie che gestisce: il mese di gennaio appena concluso ha consentito un bilancio molto positivo, che in proiezione promette un’annata da record.
Numeri che mettono a tacere ogni polemica riguardo all’aumento del biglietto d’ingresso a 25 euro in alta stagione, sollevate soprattutto dalle associazioni di categoria in ambito turistico: «Le nostre misure per la destagionalizzazione stanno funzionando molto bene», ha aggiunto. «Abbiamo appena concluso il mese di gennaio con più visitatori nella storia degli Uffizi, con 282.532 presenze, un numero che non rappresenta soltanto il 110% in più dell'afflusso nello stesso mese dello scorso anno, ma il 28% in più del gennaio 2019, che è stata l'annata del record storico di presenze, circa 4,4 milioni». Pare dunque molto concreta la possibilità di battere quest’anno tutti i record precedenti: a riprova arrivano i numeri della domenica appena trascorsa, quando è stato registrato un totale di quasi 24 mila presenze tra Uffizi, Boboli e palazzo Pitti.
Numeri che impressionano, al punto che anche il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi ha commentato: «Evidentemente Schmidt ha creato un modello che funziona, che va studiato e che può essere ripetuto in altre sede museali, che certo non gli sono pregiudicate. Per esempio la pinacoteca Brera, che ha la maglia nera rispetto agli Uffizi e dove il direttore farebbe probabilmente meglio dell’altro straniero che c’è ora». «L’altro straniero» è quel James Bradburne già noto a Firenze per aver diretto Palazzo Strozzi fino al 2015 e attualmente in carica come direttore museale della prestigiosa istituzione milanese, che nonostante le sue notevoli collezioni – sono conservati qui la Sacra conversazione di Piero Della Francesca, il bacio di Francesco Hayez e la Cena in Emmaus di Caravaggio, solo per citare alcuni tra i capolavori più celebri – è piuttosto indietro nelle classifiche sia di ingressi che ovviamente di incassi. Certo i due musei non sono paragonabili, tuttavia evidentemente è in corso una riflessione sulle potenzialità inespresse della galleria milanese. Pare comunque inutile immaginare una riconferma di Schmidt a capo degli Uffizi, in deroga alla legge: secondo il sottosegretario infatti «Uffizi e Scala di Milano sono due istituzioni eminentemente nazionali, per cui se dobbiamo stabilire delle limitazioni per gli stranieri queste due precedono le altre».
Altrettanto lontana pare la possibilità di vederlo alla guida del museo che dovrebbe essere costituito nel Castello di Sammezzano, alle porte del capoluogo toscano, su cui peraltro Sgarbi conferma che convergano l’interesse di Ministero e Regione, ma al cui riguardo esiste al momento ancora solo la volontà di intraprendere un percorso di acquisizione dagli attuali proprietari. Dal canto suo, Eike Schmidt prosegue a occuparsi del suo gioiello perfettamente funzionante, con l’obiettivo di estendere l’offerta di apertura con orari prolungati in alta stagione, aprendo anche lunedì pomeriggio, mentre la mattina dello stesso giorno rimane off limits per questioni logistiche: è il momento della manutenzione degli ambienti, che non può essere fatta di prima mattina come avviene negli altri grandi musei internazionali, perché alle Gallerie l’orario di ingresso parte dalle 8.15 , e anzi sono premiati i visitatori mattinieri con un biglietto scontato.
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