Italia
La Pubblica Assistenza di Signa oggetto di tesi di laurea a Padova
Il neodottore Lovato ha esaminato le strategie di comunicazione sociale
SIGNA. La strategia di comunicazione sociale della Pubblica assistenza di Signa diventa una tesi di laurea discussa all’università di Padova. “La comunicazione per il sociale: il caso studio Pubblica assistenza di Signa” è il titolo della tesi discussa a dicembre dal neo dottore Filippo Lovato che ha scelto proprio l’associazione signese tra tutte quelle presenti in Italia per affrontare il tema.
«Cercavo un caso di studio tra le associazioni che si occupano di sociale – racconta Lovato – analizzando anche il modo in cui utilizzano i propri siti. Tra le Pubbliche assistenze quella di Signa è stata per distacco quella che si occupava di comunicazione sociale nella maniera migliore, anche dal punto di vista formale». Così il 23enne studente all’università di Padova, dipartimento Fisppa, ha iniziato il suo lavoro di ricerca entrando in contatto con l’associazione.
«Dopo aver scritto i primi due capitoli – spiega – dovevo realizzare delle interviste per analizzare il caso di studio. Ringrazio il presidente della Pubblica assistenza Matteo Carrai perché se non fosse stato così disponibile non ci sarei riuscito. Il punto di forza sono state proprio le sue risposte alle mie domande, parlando con lui sono emersi tanti aspetti in più». Lo studio portato avanti da Filippo Lovato, seguito dal suo relatore, il professor Paolo Magaudda, ha anche fatto emergere quanto il nostro Paese sia indietro su questo terreno.
«Ho scoperto che l’attenzione alla comunicazione sociale in Italia è ancora bassa. Si fa poco e male, poche associazioni hanno siti e tantissimi di questi sono poco chiari. Il lato positivo è che negli ultimi 15 anni sta aumentando l’attenzione». In questo contesto la Pubblica assistenza di Signa rappresenta un modello virtuoso secondo la tesi . «Per noi è motivo di orgoglio – commenta Matteo Carrai, presidente dell’associazione signese – anche perché non siamo professionisti della comunicazione. Ci fa piacere soprattutto il fatto che sia stato sottolineato il lavoro fatto sulla trasparenza perché ci teniamo molto a dare un’impostazione istituzionale al nostro sito e a fare attenzione a come comunichiamo sui nostri canali social».
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