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Il Caffè San Marco chiude 2 mesi: «La causa? Bollette e transenne»
Lo storico locale dovrebbe riaprire a fine febbraio, quando i lavori saranno finiti. Il personale assunto è stato messo in ferie, gli stagionali sono stati tutti licenziati
FIRENZE. Lo aveva detto e lo ha fatto. Gualserio Zamperini, titolare del Gran Caffè San Marco, già dal 2 gennaio ha chiuso bar, pasticceria, gelateria, pizzeria e ristorante, per risparmiare qualche migliaio d’euro di luce e gas ma anche per il fatturato, crollato da quando sono iniziati i lavori della tramvia. Se il cantiere rispetterà i tempi, Zamperini conta di riaprire dall’1 marzo altrimenti farà slittare la data. Nel frattempo si è visto costretto a mettere in ferie forzata i dipendenti mentre ha dovuto licenziare tutti gli stagionali ma con la promessa di riprenderli tutti non appena questa difficile fase sarà passata.
«La mia è una scelta economica – spiega – Da quando ci hanno ingabbiato con le transenne per rifare i marciapiedi la mia attività è praticamente scomparsa, e negli ultimi tempi con gli incassi non riuscivo neanche a pagarci le spese: al Gran Caffè si spendono circa mille euro al giorno di energia elettrica e circa tremila al mese di gas. Questi lavori sono di grande impatto, ma lo sapevamo, era tutto concordato, ma non pensavamo che gli interventi per la tramvia si trasformassero in un bagno di sangue». Zamperini, che nel 2018 è stato chiuso per 8 mesi causa ristrutturazione del locale, per poi riaprire nel 2019 e richiudere nuovamente nel 2020, per 14 mesi, per le restrizioni dovute al Covid, però non si dà per vinto e prova a vedere «il bicchiere mezzo pieno. Più volte ho pensato di cedere l’attività ma il Caffè San Marco è la mia vita. E poi – scherza – ancora non mi sento pronto ad andare in pensione». Alle bollette che continuano ad essere altissime («Anche se un piccola diminuzione si è notata», dice), al cantiere della nuova linea di tram si sono aggiunti anche l’inflazione e l’impennata dei prezzi delle materie prime.
«La Farina è andata su del 35%, mozzarelle e latte del 50, così come carne, frutta e verdura. perino il caffè è aumentato del 30% – si sfoga – In primavera, se le cose non cambieranno, sarò costretto a ritoccare in maniera sostanziosa i prezzi. dalla politica ci sentiamo completamente abbandonati: ci saremmo aspettati provvedimenti diversi, o almeno quello che era stato promesso prima delle elezioni, e invece non è accaduto nulla. Anzi, ci sentiamo più abbandonati di prima. Appare chiaro che questa bolla speculativa sia di difficile contrasto». Gualserio Zamperini spiega che ha deciso di chiudere momentaneamente il Gran Caffè – il secondo locale più antico di Firenze. Primo è Gilli, terzo Paszkowski e quarto le Giubbe Rosse – «in attesa di poter risistemare all’esterno il dehors, che è determinante». Intanto i lavori a marciapiedi e sottoservizi della piazza procedono, e per ora non si registrano ritardi, ma il patron del San Marco si aspetta che da parte dell’amministrazione comunale arrivino degli aiuti come quelli accordati e concessi anche a quelle attività che prima della sua si sono ritrovate a patire i disagi di un cantiere: «Noi tutti ci aspettiamo la fine dei lavori nei tempi prestabiliti. Come dead line ci è stato detto fine febbraio, speriamo non ci sia uno slittamento». Zamperini ha poi deciso di tenere ben in vista quel telo nero issato sull’ingresso del bar che dà su via Cavour fino a quando questa tempesta non sarà passata. Avrebbe voluto sostituirlo con degli addobbi natalizi, ma alla fine «non ho ceduto alla tentazione. Quel telo è segno di lutto. Un lutto che a causa del caro energie ha colpito numerose attività e chepotrebbe colpirne tante altre se non si trovano soluzioni». In attesa di poter rialzare le saracinesche e riaccogliere i clienti, Zamperini sta già progettando il rientro al lavoro, con qualche novità. «Riapriremo in grande stile. Spero il prima possibile».
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