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Strage dei Georgofili, spunta la che porta al neofascismo
La Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta sta svolgendo accertamenti per capire se nei giorni della strage fosse presente a Firenze l’estremista Delle Chiaie
Firenze Mandanti ed esecutori mafiosi della strage di via dei Georgofili, che il 27 maggio 1993 uccise cinque persone nel centro di Firenze, sono già stati individuati e condannati. Ma a distanza di quasi trent’anni gli investigatori della Direzione investigativa antimafia non hanno smesso di scavare intorno a quell’attentato. In particolare per accertare se è fondata l’ipotesi di una “pista nera”.
Lo scrive il Fatto Quotidiano e fonti investigative confermano senza aggiungere particolari. A indagare sono gli uomini della Dia di Caltanissetta. Vogliono capire se davvero il giorno prima della strage a Firenze fosse arrivato Stefano Delle Chiaie, estremista di destra e fondatore di Avanguardia Nazionale, morto nel 2019.
Gli accertamenti sono partiti in Sicilia prendendo spunto da vecchie dichiarazioni del collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero e della sua compagna Maria Romeo, sorella di Domenico Romeo, che l’anno prima della strage di Capaci (23 maggio 1992) aveva accompagnato Delle Chiaie in Sicilia.
Il filone fiorentino della vicenda, per la quale la Dia di Caltanissetta ha ricevuto una delega d’indagine, si riferisce invece alla testimonianza di un medico, Giovanni Bertini, che disse di aver visto Delle Chiaie scendere da un treno in arrivo a Firenze da Roma il 26 maggio 1993. Circostanza poi smentita dalla Questura di Bolzano, secondo la quale l’estremista di destra quel giorno era proprio a Bolzano, dove il giorno dopo avrebbe inaugurato una sede del suo movimento. Ma nelle carte dell’indagine ci sono anche le dichiarazioni di un altro collaboratore di giustizia che alla metà degli anni Novanta disse di aver accompagnato nel 1993 il boss mafioso Nino Mangano a un incontro con Stefano Delle Chiaie a Roma. Quelle dichiarazioni furono ritenute inattendibili, ma i magistrati che indagavano sulle stragi mafiose setacciarono tutto il traffico telefonico per vedere se saltava fuori il nome di Delle Chiaie. E in effetti sono spuntate un paio di telefonate fatte da un cellulare in uso all’estremista che agganciano le celle di Firenze proprio nei giorni in cui invece avrebbe dovuto essere a Bolzano. Una strana coincidenza che ha spinto i magistrati siciliani e quelli fiorentini ad approfondire.
Ammesso e non concesso che venga un giorno provato che Delle Chiaie era a Firenze il giorno della strage, smentendo quella segnalazione fatta dalla Questura di Bolzano, questo ancora non proverebbe niente sul suo eventuale coinvolgimento nell’attentato. l
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