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Influenza, l’esperta delle malattie infettive pediatriche: «Il picco sta per arrivare, vaccinate i bimbi»
La primaria Galli: «Le mamme pensano che non sia una patologia grave ma sbagliano»
FIRENZE. Il picco dell’influenza sta per arrivare. Il consiglio di Luisa Galli, direttrice dell’unità Malattie infettive pediatriche dell’ospedale Meyer, è di vaccinarsi. Soprattutto anziani, fragili e bambini di età superiore ai 6 mesi.
Dottoressa Galli, stiamo assistendo a un mix tra influenza, Covid e virus respiratorio sinciziale: cos’è quest’ultimo?
«È una causa molto comune di infezione dell’apparato respiratorio, in particolare nei bambini. È molto contagioso e la trasmissione può avvenire per via aerea o per contatto diretto con il materiale infetto e le secrezioni nasali che contengono il patogeno».
Quali sono i sintomi?
«Naso che cola, febbre, tosse, a volte difficoltà respiratoria».
E poi c’è l’influenza.
«Sì, ed è fondamentale vaccinarsi. Le mamme pensano che non sia una malattia grave e per contro, spesso, hanno una certa diffidenza contro le vaccinazioni. Invece l’antinfluenzale è sicura, mentre l’influenza può talora complicarsi nei bambini più piccoli o comunque aprire la strada ad infezioni batteriche più gravi, come le polmoniti».
Nelle ultime settimane, il rapporto dei casi fra adulti e bambini colpiti da influenza è stato di 1 a 3. Numeri che solitamente si riscontrano alla prima settimana di gennaio.
«Nelle ultime settimane, come detto, stiamo assistendo a un aumento molto rapido dell’incidenza sia delle sindromi simil-influenzali che dell’influenza vera e propria identificata dai laboratori. Entrambe le condizioni sono superiori a quelle riscontrate negli ultimi due anni in questo periodo. Di solito, il picco della diffusione dell’influenza si verifica tra gennaio e febbraio».
Come mai?
«Quest’andamento anticipato può essere l’esito della ridotta circolazione dei virus respiratori nei due anni pandemici, sia per l’uso delle mascherine, ma anche per maggiori attenzioni ad assembramenti ed eventi con socializzazione. Peraltro, i bambini in età prescolare, che sono ora i più colpiti dal picco influenzale, spesso non indossavano le mascherine».
Cosa dire della vaccinazione contro l’influenza?
«In Italia non c’è mai stata una copertura vaccinale nella popolazione generale contro l’influenza superiore al 20%, eccetto che nell’anno 2020-21 quando è stata quasi del 24%. Successivamente, già dal 2021-22 è nuovamente diminuita. Raccomanderei a chi non si è ancora vaccinato contro l’influenza di farlo subito» .
L’indice è puntato sul virus Ah3n2. A complicare la situazione, le varianti del Covid continuano la loro azione. Sarebbe consigliabile, il ricorso alle mascherine almeno nei locali al chiuso?
«Un ritorno all’uso generalizzato delle mascherine al chiuso non è più praticabile. Però è fortemente raccomandabile a tutti i soggetti fragili per difendere se stessi e a tutti coloro che lavorano in comunità dove sono presenti soggetti fragili».
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