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Cianfrusaglie “made in Cina”: a San Lorenzo non piace più e gli acquisti calano

di Valentina Tisi
Cianfrusaglie “made in Cina”: a San Lorenzo non piace più e gli acquisti calano

Turisti smarriti tra grembiuli e boxer di dubbio gusto e “paccotiglia”. Il Comune pronto a cambiare. Al lavoro per riqualificare banchi e spazi

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FIRENZE. Col vestito buono delle feste e code di turisti in ogni dove che sfidando il maltempo approfittano del ponte pre natalizio per visitare la città, riversandosi per le vie del centro. Fra le mete, tra una visita agli Uffizi e una al Duomo, il mercato di San Lorenzo resta sempre un grande classico, soprattutto per gli stranieri.

Così anche in questi giorni, armati di ombrello, i visitatori in gita per il centro si assiepano tra le stradine del mercato, alla ricerca dell’oggetto da riportare a casa. Peccato che da tempo ormai l’artigianato fiorentino sia diventato merce sempre più rara da trovare sui banchi del San Lorenzo. Il luogo della città dove il saper fare dava bella mostra di sé è diventato sempre più il mercato dei souvenir di dubbio gusto, tra grembiuli e boxer che mettono in primo piano i genitali del David, magliette made in China, chincaglieria e soprammobili che si potrebbero trovare in qualsiasi altra città o anche in un autogrill. Insomma paccottiglia che rischia di squalificare anche quei prodotti di vero artigianato che ancora si trovano in città. E anche i turisti cominciano a rendersene conto, a snobbare le cianfrusaglie e a passare tra i banchi uno uguale all’altro, senza soffermarsi a comprare.

È il segno tangibile di un problema di cui si parla da tempo: la necessità di mettere mano al mercato e di riqualificarlo.

Da Palazzo Vecchio si prepara la svolta, con un piano del commercio che si pone cinque obiettivi per far tornare il mercato un luogo di attrazione, che rappresenti veramente ciò che di meglio l'artigianato locale ha da offrire: qualità estetica dei banchi del centro storico, qualità dei prodotti in vendita, riqualificazione e riorganizzazione dei mercati rionali, rilancio dei chioschi di edicole, fiori e alimentari, rinnovo delle licenze per 12 anni e controlli a tappeto sulle concessioni.

Il primo step del piano di riqualificazione partirà dai mercati coperti: San Lorenzo, Sant’Ambrogio, il mercato dell’antiquariato di piazza Ghiberti e quello delle Cure. Per questo gli uffici del settore sviluppo economico sono già all’opera per verificare le licenze, prima tappa per poi procedere alla riorganizzazione degli spazi.

Per quanto riguarda il mercato di San Lorenzo si parla di 99 licenze, l’obiettivo di Palazzo Vecchio è quello di dare un segnale di cambiamento, una rinnovata immagine del mercato, già con l’arrivo dell’estate e soprattutto delle grandi masse di turisti. Mentre il Comune lavora per riportare agli antichi fasti il mercato di San Lorenzo si è avviata a una conclusione pacifica la vicenda degli ambulanti spostati dalla Loggia del grano.

Dopo le proteste per la decisione di allontanare i nove banchi presenti da alcuni anni nello spazio accanto all’ex cinema Capitol, che dal 14 dicembre riaprirà le porte come nuova sede della Coin, alla fine gli operatori hanno accettato l’accordo.

Sotto la Loggia, ormai priva dei banchi, fervono i lavori per la prossima apertura del negozio, mentre gli ambulanti hanno trovato una nuova casa, almeno per ora. «Hanno accettato tutti tranne uno la nuova collocazione nella zona del mercato di San Lorenzo», spiega dalla Confesercenti Lapo Cantini.

«Il tutto poi sarà rivisto dopo il rinnovo delle concessioni e il ripensamento dell’assetto del mercato. Gli ambulanti sapevano che quella alla Loggia del grano era comunque una postazione provvisoria, sono lì da circa otto anni. Sono stati fatti degli incontri e hanno sottoscritto l’impegno a spostarsi, sono stati suddivisi tra via Sant’Antonino, via Panicale e via dell’Ariento».


 

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