Il presidio
Firenze, muore a 40 anni di freddo e di stenti: viveva in una tenda sotto all'Indiano
Era a Firenze da 10 anni. È stato il suo compagno a chiamare i soccorsi
FIRENZE. Aveva scelto di vivere con il suo compagno in una tenda da campeggio di colore grigio, accanto ai piloni del Viadotto all’Indiano. Attorno al giaciglio di fortuna, siringhe usate, bottiglie di alcol, fango e grosse pozze d’acqua, abiti logori, feci umane e i resti di una brace, probabilmente utilizzata per riscaldarsi. Ma domenica mattina alle 8, Rossella Serapiglio, 40 anni, originaria di Triverno in provincia di Latina, è stata trovata priva di vita dal suo fidanzato, un coetaneo di origini senegalesi.
La donna, secondo i medici del 118 che non hanno potuto fare altro che constatarne la morte, sarebbe deceduta per freddo e di stenti. Ma non si esclude che il decesso sia stato causato dall’aggravarsi della sua malattia: da anni, infatti, si sottoponeva a dialisi ma sembra che negli ultimi mesi ci avesse rinunciato, nonostante il compagno la esortasse ad andare in ospedale. Di giorno la coppia girava tra Novoli e il centro alla ricerca di un pasto caldo e di un bicchiere di vino (la donna percepiva comunque un piccolo reddito dovuto alla sua inabilità al lavoro), ma la sera tornava nella sua tenda, a poche decine di metri da via Pistoiese. Insieme a Rossella e al compagno anche altri clochard aveva scelto i piloni del viadotto per accamparsi.
In zona nessuno li ha mai visti nè ha avuto modo di parlarci: sembra comunque che la 40enne fosse arrivata a Firenze una decina di anni fa, e da subito aveva scelto la vita in strada, nonostante alcune associazioni di volontariato avessero provato ad aiutarla più volte. È stato il fidanzato, domenica, a chiamare il 113 dopo aver provato in tutti i modi a rianimare la donna. Ma non essendo stati trovati segni di violenza sul suo corpo, e in base alla cartella clinica, la Procura della Repubblica ha deciso di non sottoporre il corpo ad autopsia e di riconsegnarlo ai familiari (che ancora non sono stati rintracciat) per i funerali. Una storia triste e di solitudine che accade a pochi giorni dal Natale e nel giorno in cui il Comune dà il via al progetto invernale sull’emergenza freddo.
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