Cadaveri nelle valigie, l’imputata per l’omicidio dei genitori dell’ex compagno risponde per la prima volta
Elona Kalesha ha risposto per sette ore alle domande dei pm e degli avvocati
FIRENZE. Per la prima volta ha risposto alle domande di pm e avvocati Elona Kalesha, la donna di origine albanese, 36 anni, accusata di aver ucciso i genitori dell'ex fidanzato, Teuta e Sphetim Pasho, scomparsi nel novembre 2015 e i cui resti furono trovati, nel dicembre 2020, in alcune valigie abbandonate in un campo tra il carcere fiorentino di Sollicciano e la superstrada Firenze Pisa Livorno. In passato, in occasione della convalida dell'arresto nel dicembre 2020, si era avvalsa della facoltà di non rispondere al gip e non aveva mai avuto un confronto con la pm Ornella Galeotti, titolare delle indagini.
Oggi per oltre sette ore, è stata interrogata dai sostituti procuratori Galeotti e Beatrice Giunti e dagli avvocati di parte civile Cristina Masetti ed Eleonora Rossi nell'aula bunker di Santa Verdiana. Ha rievocato la storia con Taulant Pasho, iniziata con un incontro in un pub nel 2009 e poi culminata con la convivenza dal 2012.
Nel 2014, lui è in carcere e lei gli scrive un messaggio con due bombolette spray ("Ti amo Taulant mi manchi") su un muretto di fronte al carcere di Solicciano, nelle vicinanze del campo in cui furono trovate le valigie: "Conoscevo quella zona. In quella strada, a dieci minuti da casa mia, andavo sempre con i cani - ha risposto alle domande della pm - Non ero l'unica a portarli in quei campi a passeggio".
Per l'accusa, la donna avrebbe ucciso per impedire ai suoceri di rivelare al figlio, una volta uscito dal carcere, che lei aveva abortito nell'ottobre 2015. "Concepimmo in figlio con Taulant a Sollicciano, nel giardino degli incontri. Interruppi la gravidanza il 27 ottobre 2015 e lui sapeva". Lo stesso Taulant aveva detto in aula che non sapeva di quella gravidanza e che non era possibile avere rapporti in carcere. L'esame di Elona Kalesha prosegue il 29 novembre.
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