Il presidio
Giochi rotti, erba alta, siringhe. A Firenze residenti costretti a fuggire dai parchi
Viaggio tra i giardini di San Gaggio e di Porta Romana diventati gironi danteschi: le segnalazioni, fin qui, non hanno trovato soluzione al problema
FIRENZE. Giochi transennati, lampioni spenti, siringhe e tavoli rotti: tutto questo in un’area verde per bambini non ci dovrebbe essere. Eppure, sono queste le problematiche che hanno riscontrato i frequentatori di due giardinetti. Stiamo parlando del polmone verde dell’Oltrarno, situato ai confini di Boboli, il giardino delle Scuderie reali di Porta Romana, che oggi ospita un liceo artistico, ma si presenta in uno stato degradante. I pochi giochi presenti sono rovinati, sporcizia a terra, panchine rotte a cui mancano le assi o addirittura tutta la parte dove sedersi. Inoltre, nonostante la presenza di un’area apposita appena restaurata, i cani vagano liberi abbaiando contro i bambini, fatto che preoccupa molto i genitori e i nonni che vi portano i loro figli e nipoti. «Frequentavo spesso i giardini delle Scuderie perché, nonostante i problemi, devo ammettere che è proprio un bel parco con alberi, fontanelle e molti spazi verdi. Però è diventato insostenibile quando vicino ai piedi di mia figlia trovai una siringa – commenta Anna Grandinetti, frequentatrice del parco–. Da quando hanno messo i tavoli vicino ai giochi spesso ci albergano le persone a fumare o a fare altro. Poi ci sono anche altre questioni come l’erba alta che non viene mai tagliata, la pulizia inesistente e i pochi giochi presenti».
Se, invece, dalle Scuderie saliamo verso San Gaggio troveremo un altro giardinetto. Si tratta dell’unica zona verde presente alle Due Strade posta proprio accanto alla scuola di via Senese. L’Acciaiuoli, articolata su due piani, ospita sia una scuola dell’infanzia che le elementari le, divise in due sezioni. Per cui i giardini di San Gaggio rappresentano un punto di ritrovo importante per moltissimi bambini e famiglie.
«Abbiamo fatto molte segnalazioni di natura diversa tra loro: una volta si era rotto uno dei tavoli, che è ancora in questo stato, ogni volta che un gioco non funziona più o si deteriora lo tolgono o lo transennano. Dieci giorni fa è toccato a uno dei più utilizzati dai bambini, una specie di girello di cui è saltata la guarnizione e se qualcuno, per sbaglio, ci mette una mano si taglia il dito. È stato risolto? No, semplicemente ci hanno posizionato delle transenne ed è in questo stato da circa due settimane» spiega Elena Di Nardo, nonna che frequenta il giardino da tre anni.
Questa è solo una delle tante problematiche presenti nel parco delle Due Strade, un’altra riguarda l’illuminazione. I pali della luce presenti non funzionano da anni e questo, soprattutto durante l’inverno, costringe i frequentatori ad andare via quando il sole tramonta. «Con i miei figli, che vanno a scuola qua di fianco, veniamo tutti i giorni e ci dispiace dover andare via verso le 17 per la mancanza di illuminazione. Spesso, usiamo il parco per fare i compleanni, solo che durante l’inverno siamo costretti a starci qualche ora scarsa perché le lampade non funzionano» commenta sempre Anna Grandinetti. Un’area verde attrezzata che ospita anche un campo da calcio e uno da basket , che però sono in uno stato di degrado: «Il campo da calcio non ha le porte ed era provvisto di una rete per non far andare i palloni al di là del muro nelle case private, ma questa rete è caduta. Non c’è più, lo stesso vale per quella metallica che divideva il campo da basket, anche per quella avevamo fatto una segnalazione e invece di risolvere hanno direttamente tolto tutto – continua Elena Di Nardo –. Inoltre, un altro problema grave riguarda la pulizia e la manutenzione: durante l’inverno si accumulano tante foglie e spesso i bambini, ma anche adulti, ci scivolano. Oltre a questo, ovviamente cartacce, mozziconi e qualche siringa. Non è ammissibile in un’area così frequentata da persone, mi sono iscritta anche agli Angeli Del Bello della zona e insieme, tempo fa, abbiamo ripulito tutto ma non è giusto che questo lavoro lo debbano fare le associazioni».
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