Meteo
Campi Bisenzio, usava l’auto del Comune per fini personali: indagato l’ex assessore
Sotto accusa Riccardo Nucciotti, era in lizza per una possibile candidatura alle prossime elezioni. Nel mirino degli inquirenti anche un funzionario dell’ente. L’inchiesta per peculato
FIRENZE. Avviso di garanzia ad un ex componente della giunta del Comune di Campi Bisenzio e a un dirigente dello stesso ente, entrambi indagati per peculato: si tratta di Riccardo Nucciotti e Domenico Passaniti. È quanto è stato notificato dai carabinieri della compagnia di Signa, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Firenze. L’accusa mossa ai due è quella di avere utilizzato, in più occasioni e per ragioni personali, due distinte vetture del Comune, pur avendo la disponibilità dei mezzi per esclusive finalità d’ufficio.
Gli accertamenti compendiati dai carabinieri all’Autorità Giudiziaria, nello specifico, hanno portato a contestare al primo indagato di aver utilizzato l’auto per ragioni private in 22 circostanze, tra il 24 ottobre ed il 30 novembre 2021, “raggiungendo con essa la propria abitazione o altri luoghi (anche in comuni vicini), facendo salire a bordo anche le figlie”; - al secondo indagato di aver “utilizzato l’auto per ragioni private in 22 occasioni, tra il 01 ottobre ed il 22 dicembre 2021, per coprire in toto o parzialmente il tragitto che collega il luogo di lavoro alla propria abitazione, sita in altro comune della provincia di Firenze”.
L’inchiesta per Nucciotti è una tegola sulle sue ambizioni da sindaco. L’assessore, non è un mistero, sperava di poter lanciare la sua candidatura nel Pd per le prossime elezioni comunali e diventare così l’erede di Emiliano Fossi, l’ex sindaco appena diventato parlamentare. Si complica così la caccia al candidato dem per il prossimo appuntamento elettorale di primavera. Un guaio perché a Campi dalle ultime politiche è arrivato un segnale di allarme, qui il Pd, quasi un unicuum nel territorio fiorentino, è risultato il secondo partito dopo Fratelli d’Italia. Le indagini sono un nuovo terremoto sulle speranze dem.
Al secondo dei due indagati è stato contestato anche il reato di falso, ex. art. 479 c.p., per aver falsamente attestato i motivi di servizio degli spostamenti oggetto di indagine sul “libretto di marcia” del veicolo. Il procedimento penale nei confronti degli indagati è tuttora pendente in fase di indagini e l’effettiva responsabilità sarà vagliata nel corso del successivo processo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
