Abbraccio con furto: le sfilano il prezioso orologio mentre dà informazioni
Luigia Bencini racconta la storia accaduta in piazza De Amicis
SESTO FIORENTINO. «Mi sono sentita ferita, come se fossi stata avvolta in una situazione ovattata». Luigia Bencini, 75 anni abita nel centro di Sesto Fiorentino ed è stata vittima del furto del proprio prezioso orologio, mentre forniva un’informazione ad una sconosciuta. «Mi sento abbattuta - dice Luigia - voglio raccontare quanto mi è accaduto per mettere in guardia altre persone come me». La signora Bencini è stata vittima di un “classico” furto con destrezza inscenato da una coppia: una persona attende in auto e l’altra avvicina la vittima predestinata con la scusa di chiedere informazioni, con lo scopo di distrarla e sfilarle portafogli o gioielli. Episodi accaduti un po’ in tutta Italia. A Sesto Fiorentino il fatto risale a martedì scorso, alle 11, quando la signora Bencini torna a casa e parcheggia la vettura in una strada limitrofa a piazza De Amicis. Uscita dall’auto viene avvicinata da una donna. «L’avevo vista poco prima mentre ero in auto, stava cercando di attraversare la strada e io mi sono fermata per farla passare – racconta Bencini – Una volta parcheggiata l’auto la donna, chiara di pelle e con i capelli scuri, mi ha chiesto se conoscevo qualcuno che aveva bisogno di una persona per fare le pulizie. Parlava la lingua spagnola imperfetta. Le ho detto che non conoscevo nessuno e che poteva mettere qualche biglietto in giro. Per ringraziarmi mi ha abbracciato così forte che mi sono sentita soffocare». Luigia è ancora agitata, rivivere la vicenda le provoca sentimenti contrastanti. «Mi sono sentita come in un abbraccio ovattato». La donna dopo l’abbraccio la saluta veloce e sale su una vettura che stava attendendola ai bordi della strada. «Sono rimasta sconvolta – spiega Luigia – non capivo cosa fosse accaduto così sono entrata in un bar e ho raccontato la storia al barista. Subito mi ha detto di controllare se avessi ancora il portafogli e mi sono accorta la donna, chissà come era riuscita a sfilarmi il mio prezioso orologio che avevo al polso, difficile anche da togliere».
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