Lo stop al Luna park crea polemica: «Chiudere è una resa alla violenza»
I diversi episodi di violenza, spaccio e abuso di alcool sono alla base del provvedimento
SCANDICCI. Un’area di divertimento, svago e ritrovo quella del Luna Park della Fiera di Scandicci, che da ben centocinquantasei edizioni accompagna la manifestazione, in poche sere, però, si è trasformato in un luogo di violenza e trasgressioni. Sono tre gli episodi avvenuti all’interno del Luna Park che hanno visto necessario l’intervento delle forze dell’ordine e dei soccorsi: il primo riguarda la lite avuta tra due minorenni che ha visto la frattura del braccio sinistro di uno di loro, proprio all’interno dello spazio dedicato alle giostre. Di altra natura, ma comunque grave, è il secondo fatto che coinvolge una ragazzina minorenne che ha denunciato una molestia da parte di un soggetto di cui si sono perse le tracce. Fino ad arrivare al terzo, e ultimo episodio, che coinvolge una diciassettenne soccorsa dal 118 e portata all’ospedale perché in coma etilico. Tutti questi episodi hanno portato ad una decisione drastica da parte dell’amministrazione: quella di chiudere il Luna Park nell’ultimo weekend della fiera. Una decisione che, in centocinquantasei edizioni, non era mai stata presa: «Ci tengo a specificare che il Luna Park e la Fiera sono due eventi ben distinti. La sicurezza è uno dei nostri punti più importanti e l’abbiamo sempre garantita al meglio all’interno della fiera, si tratta comunque di un evento che anche nell’ultima edizione ha contato 500mila persone da cui non abbiamo ricevuto alcun tipo di denuncia. Ovviamente è stata una decisione sofferta ma anche l’unica possibile per evitare di andare incontro a eventi ancora maggiori abbiamo chiuso il Luna Park sabato 15 ottobre alle ore 22:30» afferma Andrea Franceschi, assessore che si occupa della Fiera. A seguito degli episodi di violenze e della decisione del sindaco di Scandicci, Sandro Fallani, di chiudere in anticipo il Luna Park è iniziata una riflessione su come gestire questa situazione in futuro: «Inizieremo, nei prossimi giorni, ad analizzare tutte le componenti in campo: come poter gestire il fenomeno, come comportarsi nella prossima edizione, ci interrogheremo, se necessario, sul cercare di evitare la concomitanza della Fiera con il Luna Park. Quello che vogliamo garantire è un luogo di svago e di divertimento come è stato per anni e anni» commenta Franceschi.
Il Luna Park della Fiera, oltre ad essere un punto di ritrovo per i ragazzi, è anche un luogo di lavoro. Molti sono i giostrai che vi partecipano da generazione, si tratta di una categoria che ha dovuto fare i conti con tanti ostacoli come le chiusure a seguito della pandemia, il caro energia che ha generato bollette sempre più alte e costi insostenibili. La Fiera di Scandicci, rappresentava per loro un’occasione per avere un attimo di respiro e ricavare qualche guadagno. Franco Marinoni, direttore Confcommercio Toscana commenta così la drastica scelta: «Comprendiamo le motivazioni che hanno portato il sindaco di Scandicci a prendere questa decisione per la tutela della sicurezza, ma riteniamo che la chiusura del luna park sia purtroppo un atto drammatico di resa di fronte alla violenza – continua Marinoni – È evidente che a Scandicci, come purtroppo altrove, esista un problema di criminalità minorile che va affrontato con decisione, andando a vedere cause e responsabilità ovunque si annidino. Ma di certo non possono essere pochi “balordi” a dettare le regole in una comunità civile, decidendo cosa si può o non si può fare. Per questo si devono colpire gli autori dei crimini e non gli operatori che fanno il loro lavoro». Molte anche le proteste sui social di chi nel settore delle giostre ci lavora, come il commento di Miledi Fuser, giostraia: «Noi siamo lì per lavorare, per portare lo stipendio a casa. Ci dispiace assistere ad episodi come questi ma non ne abbiamo colpa e non penso che chiudere le giostre sia la soluzione».
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