Il Tirreno

Firenze

Quarantacinque opere della collezione del museo

L’oro di Ginori in mostra nella biblioteca Ernesto Ragionieri

di Elena Andreini
L’oro di Ginori in mostra nella biblioteca Ernesto Ragionieri

Resterà aperta fino al prossimo aprile

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SESTO FIORENTINO.  Una selezione di 45 opere provenienti dalla collezione permanente del Museo Ginori è esposta nel corridoio della Biblioteca Ernesto Ragionieri. Luogo, questo, dove fino agli anni Cinquanta ospitava la Manifattura Ginori e il museo. “L’oro bianco di Sesto Fiorentino” opere del Settecento dal Museo Ginori, è il titolo della mostra curata da Andrea Di Lorenzo, Oliva Rucellai e Rita Balleri e organizzata dalla Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia in collaborazione e con il sostegno del Comune di Sesto Fiorentino. Seguendo le teche contenenti le preziose porcellane, si ripercorre idealmente la storia della Manifattura sestese e quella del Museo nato nella sala Meucci adibita all’epoca a showroom. Oggi le opere sono in attesa di tornare visibili nel futuro Museo Ginori. Il percorso espositivo presenta tra le opere anche il busto in porcellana di Carlo Ginori e poi opere d’arte e oggetti per l’apparecchiatura della tavola, come caffettiere e centrotavola per il dessert, oltre a contenitori del “museo delle terre” e le maschere originali per i decori “a stampino”. «Sono felice di questo primo passo del percorso del Museo qui dove è nata la manifattura e in questa sala primo embrione del museo – ha detto il sindaco Lorenzo Falchi – Accogliamo i primi passi della Fondazione e questa mostra nei luoghi che videro la nascita della Manifattura. È un’emozione e motivo di grande soddisfazione per il nostro Comune tornare ad ammirare una parte ancora piccola, ma importante dell’immenso patrimonio artistico del Museo. Questa mostra è solo un assaggio del patrimonio straordinario racchiuso negli spazi di viale Pratese, spazi che presto dovranno tornare ad aprirsi alla nostra città». Dalla porcellana bianca alle prestigiose caffettiere decorate mantenendo il blu come legame cromatico con l’Oriente, luogo d’origine della porcellana, seguendo le opere d’arte esposte si compie un tuffo in un passato affascinante. «Questa mostra vuole essere una prima restituzione alla città del patrimonio che ora non è visibile – ha detto Andrea Di Lorenzo – il titolo della mostra è l’oro bianco di Sesto Fiorentino perché nel 700, la porcellana, era chiamata l’oro bianco dati gli alti costi, che raggiungevano quelli dell’oro». La storia della porcellana nasconde nei colori e nelle decorazioni qualche piccolo “segreto industriale” tracce che incuriosiscono il visitatore che, trasportato nel 700 potrà entrare negli intrighi dell’epoca. Nel 1710 viene alla luce il segreto della porcellana con la scoperta del caolino e della cottura ad alta temperatura. Segreti e intrighi da spionaggio in crinolina che attraversano il mondo delle manifatture tra Vienna e Venezia fino a quando nel 1737 inizia l’attività quella di Sesto Fiorentino, la quarta manifattura aperta all’epoca in Europa. «Quella del Museo Ginori è una storia straordinaria – ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – Una storia iniziata quasi trecento anni fa grazie al marchese Carlo Ginori che nei secoli ha raccontato al mondo cosa vuol dire fabbrica della bellezza e al tempo stesso museo d’impresa oltre che museo del lavoro, un unicum che racconta la storia artistica, sociale ed economica della più antica manifattura di porcellana ancora attiva in Italia che ha pochi paragoni al mondo”. La mostra resterà aperta alla Biblioteca Ragionieri fino al 16 aprile 2023. Ingresso è libero.
 

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