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Firenze

La manifestazione

Lavoratori in piazza davanti alle griffe della moda contro i licenziamenti “al citofono”

Lavoratori in piazza davanti alle griffe della moda contro i licenziamenti “al citofono”

Protesta nel cuore di Firenze contro l’allontanamento dal lavoro per 22 operai della Iron&Logistic di Prato che svolge attività per grandi marchi

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FIRENZE. Manifestazione, questo pomeriggio sabato 8 ottobre, nel centro di Firenze contro il licenziamento “via citofono” di 22 operai della Iron&Logistics di Prato, che svolge attività di stireria e logistica in conto terzi per grandi griffe della moda, con la protesta che si è svolta davanti ad alcune boutique di importanti brand committenti dell’azienda pratese. A organizzare la protesta Sì Cobas di Firenze-Prato con la partecipazione di decine di lavoratori. Nei giorni scorsi, è stato spiegato, “i lavoratori si sono presentati in azienda ma il loro badge di ingresso non funzionava e al citofono gli è stato comunicato il licenziamento”. Per questo i manifestanti hanno esposto uno striscione con scritto “22 operai licenziati (via citofono) perché hanno chiesto paghe regolari e sono iscritti al sindacato. Vergogna”.

"I lavoratori licenziati - sottolinea Luca Toscano di Sì Cobas -, tutti di origine straniera, sono considerati 'scomodi' perché hanno l'unica colpa di essere iscritti al sindacato e di aver protestato da un anno contro il ritardo cronico dei pagamenti. A giugno l’azienda ha annunciato l’intenzione di licenziare 11 lavoratori sindacalizzati con un esubero che noi abbiamo definito 'porcata' perché non siamo in presenza di un calo dei volumi. Non è stata fatta un giorno di cassa integrazione e l'azienda recentemente ha aperto un nuovo impianto produttivo e fatto 10 nuovi ingressi lavorativi. Iron&Logistics ha quindi agito con un licenziamento attraverso lettere disciplinari”.

“Nei giorni scorsi - spiega ancora il sindacalista - abbiamo scritto a tutte le aziende committenti, tra le quali figurano importanti brand della moda, chiedendo di intervenire per questa vertenza. Oggi protestiamo davanti alle boutique di quelle realtà che non hanno ancora dato risposte perché crediamo che questa sia una vertenza che riguarda anche loro, e non possono lavarsene le mani”. 

La replica dell’azienda

"Il vero motivo per cui sono stati licenziati”, replica la direzione dell’azienda, è per essersi resi “responsabili di fatti gravi di reato, come da lettere di licenziamento inviate tutte per raccomandata e in possesso da giorni dei Sì Cobas”. “I Si Cobas stanno da giorni bloccando l’azienda, arrivando al punto di impedire agli altri lavoratori di rientrare all’interno dello stabilimento, promuovendo e rendendosi partecipanti attivi di condotte illecite già all’attenzione delle istituzioni”. “La società – prosegue la nota – non cederà a nessun ricatto e nessun licenziamento verrà revocato se non disposto con provvedimento dell’autorità giudiziaria e non perché costretta con violenza e minaccia dai Si Cobas”.

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