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Firenze, un locale cinese al posto di uno storica norcineria

Firenze, un locale cinese al posto di uno storica norcineria

In via Sant’Antonino, a San Lorenzo, su 30 botteghe solo 5 sono storiche

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FIRENZE. In via Sant’Antonino, nel cuore del quartiere di San Lorenzo, su trenta attività, quelle storiche e tradizionali si contano sulle dita di una mano.

Una strada invasa dai ristoranti etnici e che di popolare e fiorentino non ha quasi più nulla se non fosse per quei commercianti che, nonostante le difficoltà ancora resistono: ci sono il bar pasticceria Sieni (che potrebbe chiudere a fine anno a causa del caro bollette), il Caffè delle Rose, la pasticceria Pompi, la Trattoria Palle d’Oro, l’Enoteca Zanobini e pochi altri.

E negli ultimi giorni, lì dove c’era la famosa Norcineria dei Fratelli Bucchi – una salumeria, panineria e macelleria con quasi un secolo di storia, aveva aperto nel 1930 – ora c’è l’ennesima tavola calda cinese che, come tutte le altre di via Sant’Antonino, propone una cucina del Sichuan. «I turisti non mancavano mai di fotografarsi con la famigliola di suini calzati, vestiti e impagliati all'ingresso di questo tempio del salume dove trovavi tutto, dal ciauscolo alla salama da sugo, per non parlare delle nostre specialità, sbriciolona, soprassata eccetera, in tempi non sospetti. I loro "siccioli" (grasso di maiale fritto, ndr) meritavano il viaggio anche dal polo nord», ricordano i pochi residenti della zona.

Apprezzata da Dario Fo e da Francesco Nuti e da tanti altri attori, decantata da Marco Masini, la Norcineria aveva avuto grandi problemi con già durante il lockdown ma nessuno in San Lorenzo immaginava che i proprietari avrebbero gettato la spugna. Ora di quella salumeria resta solo un’insegna storica in pietra serena. Tutt’attorno invece è un tripudio di anatre laccate, riso alla cantonese, zupponi piccanti e orecchie di maiale in insalata. 

    

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