Il Tirreno

Firenze

La storia

Don Nicodemo Delli, una messa che vale una vita

di Valentina Tisi
Don Nicodemo Delli, una messa che vale una vita

«Vi porterò sempre nel cuore e se qualcuno mi cercherà sarò sempre a disposizione»

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CAMPI BISENZIO. Tanta commozione, tra sorrisi, abbracci, lunghi applausi e occhi lucidi per l’ultima messa celebrata da don Nicodemo Delli. Il parroco di Capalle dopo 22 anni trascorsi nella frazione ha salutato la sua comunità domenica mattina, davanti a una chiesa piena di persone, e si prepara ad andare in pensione. Nato nel 1944, laureato in giurisprudenza e grande appassionato di storia, prima del suo arrivo nella parrocchia di San Quirico e Giulitta il parroco ha affrontato molte esperienze nel suo percorso spirituale.

«Da ragazzo – ricorda – eravamo un bel gruppo di giovani desiderosi di portare un cambiamento nella Chiesa, parlavamo di quelle stesse cose che adesso dice il Santo Padre e che adesso sono condivise in tutto il mondo. Di giustizia e di fraternità, di impegno sociale e per il territorio». Tanti i momenti della sua vita scorsi durante l’omelia, dall’esperienza francescana a quella come discepolo di La Pira fino a quella dentro l’ospedale psichiatrico di Montelupo, ma anche il rapporto col territorio di Campi. «Dopotutto – evidenzia – la mia famiglia è campigiana da almeno 1200 anni», in momenti delicati della storia del paese come la battaglia contro l’inceneritore. E poi il fortissimo legame con i capallesi: «A Capalle ho trovato accoglienza – dice don Nicodemo – Vi ho voluto bene e se ho sbagliato qualcosa chiedo perdono, rimpiango solo di non aver potuto fare di più. Vi porterò sempre nel cuore e se qualcuno mi cercherà sarò sempre a disposizione vostra e di Campi». Ad affiancare don Nicodemo nel suo saluto ai parrocchiani anche il pievano don Marco Fagotti e don Bledar Xhuli, parroco di Santa Maria che adesso si occuperà anche di Capalle e che, dopo aver ringraziato don Nicodemo per il lavoro fatto per la parrocchia aggiunge: «Nessun parroco fa tutto da sé ma con la comunità. Camminare insieme è impegnativo, ma proprio questo è il senso della comunità». E durante questi 22 anni don Nicodemo ha rappresentato senza dubbio una presenza continua per la comunità capallese, un punto di riferimento per le realtà del territorio che domenica lo hanno salutato con affetto, ricordando il percorso fatto insieme. Un lungo saluto che è anche una rassegna di quanto la parrocchia sia stata vicina ai bisogni della frazione grazie al costante lavoro del parroco: e quindi l’impegno col gruppo donatori sangue Fidas per cui ha messo a disposizione i locale per fare attività, la Misericordia di Capalle, il gruppo dei catechisti . «Per i ragazzi – dicono – sei stato spesso come un nonno», il coro, l’asilo Sacro Cuore, il gruppo Teatrando, la Caritas, il consiglio pastorale, infine l’associazione Amici per caso. «È difficile raccontare più di 20 anni di convivenza nella nostra comunità – ricorda il presidente Daniele Matteini – Ci siamo confrontati, scontrati ed infine supportati. Quasi in ogni occasione all’inizio c’era qualcosa su cui discutere, trovava mille problemi e brontolava ad ogni richiesta e proposta che a lui sembravano fuori dalle righe ma, nonostante tutto, mai una volta ci ha negato l’aiuto. Abbiamo quindi capito che questo brontolio faceva parte del suo carattere e che dietro a una persona rustica all’esterno in realtà si nasconde un uomo di grande generosità».
 

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