Renzi infiamma la platea dell’apericena a Firenze: «Qui non vogliamo poltrone»
Il leader di Italia Viva tende la mano al Pd: «Dario Nardella è un amico»
FIRENZE. Le politiche alle spalle, con un risultato più che soddisfacente, le future amministrative e le europee del 2024 come obiettivo di diventare primo partito “con Renew Europe”. Il rieletto senatore Matteo Renzi – attorniato dai colonnelli Francesco Bonifazi, Ettore Rosato e Nicola Danti – tira le somme delle elezioni nazionali, e lo fa con un’apericena al Tuscany Hall davanti a una platea di circa 700 persone. Alle sollecitazioni dei giornalisti che gli chiedevano quale sarà la posizione di Azione-Italia Viva sul prossimo sindaco di Firenze, l’ex premier ha risposto: «Noi non vogliamo niente, Dario è un amico fraterno, ti vogliamo bene. Non ci importa nulla dell’assessore in più, non ci interessano le poltrone». E rivolgendosi alla platea ha continuato: «Ditelo a tutti, spiegatelo a chi dice che con il 15% a Firenze vogliamo un altro assessore. La nostra è una sfida sui contenuti. Noi offriamo la nostra disponibilità ma se pensano di fare le cose da soli auguri. E a Giani cosa diciamo? – ha continuato il senatore-mattatore dal palco – fallo questo rigassificatore a Piombino, dimostra di andare oltre le divisioni». Dopo aver chiesto un applauso per la vice presidente della Regione Stefania Saccardi per il risultato ottenuto nel capoluogo toscano, Renzi si è poi rivolto al Partito democratico e in particolare a Enrico Letta, “reo” di aver fatto vincere la Meloni e Fratelli d’Italia.
«Se ci fosse stata una qualsiasi altra scelta da parte dei dem oggi non avremmo la Meloni premier che comunque ha una maggioranza paradossalmente meno forte delle attese dal punto di vista numerico, però è una maggioranza parlamentare netta. Si accorgerà presto che il Consiglio europeo non è Instagram, che Bruxelles non è Atreju e che quindi dovrà fare le cose in modo molto diverso da come le ha fatte in campagna elettorale. Che decida di farlo con i tecnici o con i politici è un problema loro».
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