Il Tirreno

Firenze

La storia

La prima donna arbitro di calcio? Grazia Pinna di Campi Bisenzio

di Valentina Tisi
Grazia Pinna il giorno dell’esordio come arbitro e a destra oggi
◗
Grazia Pinna il giorno dell’esordio come arbitro e a destra oggi

«Oggi tiferò per Ferrieri Caputi alla quale ho aperto le porte 43 anni fa»

3 MINUTI DI LETTURA





CAMPI BISENZIO. L’ottava giornata di Campionato sarà segnata dal debutto come arbitro di Serie A di Maria Sole Ferrieri Caputi, prima donna a ricoprire il ruolo nella massima lega calcistica. Un debutto che arriva a più di 40 anni di distanza da quello della prima donna ad aver impugnato il fischietto sul campo di calcio, Grazia Pinna, storico volto della Pubblica assistenza di Campi Bisenzio. Era il 1979 quando la volontaria dell’associazione, nata a Carloforte in Sardegna nel '43, finì su tutti i giornali come la prima donna ad arbitrare una partita di calcio. Un posto conquistato con tenacia, superando pregiudizi e ostacoli. «È nato tutto perché a quel tempo ero la presidente della squadra di calcio del mio bar – racconta – facevamo i tornei dilettantistici della Uisp. Siccome spesso ci davano i rigori contro mi arrabbiavo con l’arbitro, così una volta uno di loro mi disse: prova tu a fare l’arbitro. L’ho presa come una sfida e mi sono iscritta ai corsi per arbitri organizzati dalla Uisp. Ero l’unica donna, a novembre sono stata promossa ma è passato del tempo prima che mi facessero arbitrare una partita». Il debutto in campo per Grazia Pinna fu infatti nel febbraio del ’79, con la partita Castello-Fiorenza. «Il tempo passava e non mi facevano arbitrare – ricorda – Poi un giorno ho incontrato un amico arbitro per strada, l’ho chiamato collega e gli ho raccontato la mia storia. Lui ne ha parlato a un suo amico giornalista e da lì hanno cominciato ad arrivare telefonate alla Uisp per chiedere quando mi avrebbero fatto iniziare. Così a metà febbraio c’è stata la mia prima partita. Ero un po’ impaurita, soprattutto perché a bordo campo era pieno di giornalisti, saranno stati 200. Sono scesa in campo col rossetto, perché non esco mai senza. Quando il Castello ha fatto il primo gol però mi sono accorta di non aver preso la penna, ma ho fatto finta di niente, poi ci sono stati altri due gol. Alla fine mi hanno chiesto perché non mi fossi segnata il risultato, io risposi che non serviva perché avevo una memoria di ferro, allora mi chiesero come fosse finita e io dissi convinta 2-1… ma era finita 3-0». Gli anni come arbitro non sono stati facili, ma Grazia Pinna ha sempre saputo affrontare ogni situazione con sicurezza e intelligenza. «Mi urlavano di tutto, che avevo le gambe storte e correvo come una donna. Ho combattuto contro i pregiudizi, ogni volta che arrivava un’offesa guardavo in alto, vedevo da dove proveniva e segnavo tutto, ero molto severa. Una volta uno mi disse ‘ti vorrei negli spogliatoi’, gli risposi ‘visto che c’è solo uno spogliatoio, chi si spoglia per primo? Io non ho problemi’ e andò via». Adesso però un’altra donna sta per affrontare la sua stessa sfida nella serie maggiore. «Sono molto contenta per lei – afferma – finalmente la serie A ha accettato le donne e posso dire di aver fatto di tutto per aprire quelle porte alle altre, sicuramente la guarderò». Dalla passione per il calcio alle tante attività svolte, Grazia Pinna nella vita ha alternato lavoro, cura della famiglia, sport e volontariato. «Ho sempre guardato il calcio fin da ragazza, tifavo Cagliari e seguivo Gigi Riva, ma in generale ho sempre amato lo sport. Sento sempre il bisogno di fare qualcosa e prendo tutto come una sfida, sono stata anche paracadutista. Più recentemente sono stata con la protezione civile in zone colpite dai terremoti come Cittareale e Amatrice».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web