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Lavori a rilento al Viola Park: Commisso striglia tutti. Cosa sta frenando il progetto

Francesca Bandinelli

	Rocco Commisso è tornato a parlare ieri allo stadio Franchi. Il tema delle infrastrutture è caldissimo (Foto ACF Fiorentina)
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Rocco Commisso è tornato a parlare ieri allo stadio Franchi. Il tema delle infrastrutture è caldissimo (Foto ACF Fiorentina)

«La villa di Bagno a Ripoli ha un piano allagato e il cantiere non è finito. Anche le infrastrutture comunali vanno a rilento: c’è troppa burocrazia»

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FIRENZE. Il Viola Park, il gioiello d’architettura che sta nascendo a Bagno a Ripoli, lì dove sorgerà la casa di tutta la Fiorentina, non sarà pronto prima di marzo 2023. E le squadre non ci si potranno spostare fino al termine della stagione in corso, dunque maggio prossimo. Ben oltre l’appuntamento immaginato per il taglio del nastro. Rocco Commisso, il presidente del “fast, fast, fast”, quello che appena arrivato ha lavorato a spron battente per dare alla sua squadra le infrastrutture necessarie, è arrabbiato.

Dal suo arrivo in Italia, lo scorso 12 agosto, ha osservato da vicino tutto prima di parlare. «Le cose non stanno andando bene e la colpa ce l’hanno i miei, dall’architetto a tutti gli altri». Tira le orecchie a tutti il patron: dal suo ritorno in Italia, non è stato fermo un attimo, tra sopralluoghi e riunioni operative. Lo avevano già relazionato i suoi dirigenti nel periodo in cui è rimasto in America, ma adesso è lui a fare la voce forte: «Il progetto non sta procedendo come speravo. La villa (lì dove sono sorti gli uffici con la torretta panoramica, ndr), dopo il maltempo d’agosto, ha un piano tutto allagato, il sotterraneo. Avrei voluto inaugurarlo con la festa di Natale, invece non sarà così. Oggi (ieri, ndr) ho incontrato anche il Sindaco Nardella per la tranvia che non sarà pronta prima di due anni. Forse, il parcheggio davanti potrà esserlo per giugno. La mia Mediacom è nata in 22 mesi, ma questa è l’Italia con la sua burocrazia». In una delle ultime visite sul cantiere, più o meno un anno fa, questo suo timore Commisso lo aveva quasi esorcizzato: puntale, invece, è arrivato a bussare alla porta. È stato anche questo a tenerlo col fiato in sospeso, nei mesi vissuti negli States per risolvere i problemi di salute. «Adesso sto bene. Ho parlato con i medici che mi hanno autorizzato a restare ancora un altro mese ed eccomi qui, pure se c’è stato qualcuno, in America, che è venuto a controllare se fossi vivo o morto». Il patron non mollerà di un centimetro, tra summit e incontri, perché di tempo ne è già passato tanto. Anche per questo, numeri alla mano, si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «Ho sempre detto che i soldi non sono un problema ed è così: dal mio arrivo ho investito 387 milioni di euro, che in dollari diventano 440. Centosettanta sono serviti per l’acquisto del club, 115 per la squadra e 102 per l’intero Viola Park. Conoscete qualcuno che ha fatto in Italia più di me qui? Qui a Firenze parlate tanto e fate poco».

I costi, in questo caso, sono lievitati da subito: a bagno a Ripoli si è passati dagli iniziali 70 milioni preventivati ad abbattere il muro della tripla cifra. Sia chiaro, quello che ne uscirà fuori, sarà in grado di trasformarsi in letteratura per le strutture del domani, ne sono consapevoli tutti, ma sono i tempi a non andare giù al tycoon. Sembrava che potesse esserci un leggero slittamento, comprensibile anche alla luce della pandemia, ma probabilmente nemmeno lui immaginava di dover slittare così tanto per il taglio del nastro. Adesso, la palla passa al sindaco di Bagno a Ripoli e a quello della città Metropolitana Nardella per quanto riguarda il completamento delle opere pubbliche antistanti al centro sportivo da cui dipenderà l’esercizio a pieno regime della struttura. Sì, perché, per esempio, il main stadium, quello con la capienza da 3000 posti, prima dell’entrata in funzione della tramvia e del parcheggio non potranno essere aperti per la totalità dei posti a disposizione, e lo stesso vale per l’impianto da 1500 spettatori dove giocheranno le gare di campionato sia la Primavera che la squadra femminile. «Ho un buonissimo rapporto sia con Nardella che con Casini. Non ho mai criticato. Se ricomprerei la Fiorentina adesso? Io non ritorno mai sulle decisioni prese: i soldi sono stati spesi e io sono contento. Non ammetto le critiche ingiuste, anche perché il denaro investito è il mio, di nessun altro. Ho sentito dire anche che avrei venduto a Pif (il fondo d’investimento arabo, ndr): Rocco non sarà mai condizionato da chi vuole comprare la Fiorentina. Tutti gli altri hanno debiti. Io no». 

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