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Firenze

Da Casapound ai complottisti i “neri” più a destra di Giorgia

Da Casapound ai complottisti i “neri” più a destra di Giorgia

Paragone: «Con Italexit i neofascisti? Non è un problema»

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No vax ed euroscettici, complottisti e populisti. Con tendenze politiche che oscillano tra il rossobrunismo e le nostalgie fasciste. Per la maggior parte grillini della prima ora delusi dall’evoluzione oppure sovversivi troppo estremi per i partiti tradizionali, con personaggi anche vicini a Casapound.
Tutti insieme in città, in un hotel a piazzale Galileo, per sancire il calcio di inizio di una campagna elettorale che parte dallo slogan ‘Io non dimentico’. Cosa, nello specifico? «Ci hanno tolto la libertà, ci hanno discriminato sul lavoro, ci hanno nascosto la verità», chiarisce il cartellone all’ingresso che accoglie i partecipanti all’appuntamento elettorale di Italexit per annunciare i candidati regionali, ospite d’onore il leader Gianluigi Paragone.
La mente dietro il partito di riferimento della galassia antisistema e “nera” che ha avuto presa anche sull’area fiorentina, proliferando grazie alle battaglie contro la ‘dittatura sanitaria’ Covid a suon di fake news, cause in tribunale e proteste di piazza. Il cui punto più alto è rappresentato senza dubbio dalla manifestazione no vax ‘Venere vincerà’, lanciata a novembre scorso dal vicequestore di Roma, Nunzia Schilirò, che attirò oltre 3.000 persone a piazzale Michelangelo nonostante la pioggia battente.
Ecco, una parte di quel mondo oggi corre per le inedite elezioni balneari. Obiettivo superare la soglia del 3%. Contro tutto e tutti, specialmente la destra. Tranne Casapound che ha aiutato nella raccolta firme e lo ha scelto come nuovo partner in seguito all’istituzionalizzazione di Lega e FdI, nei vestiti buoni vista la prospettiva di Governo. L’evento fiorentino di Italexit si tiene in una stanzetta sotto terra molto appartata, perfettamente in linea con i toni. Un luogo perfetto dove scambiarsi verità alternative senza essere disturbati e pensare alla ‘riconquista della sovranità’.
Ma l’aria è frizzante, nonostante la scarna partecipazione, poco più di 30 persone oltre ai 16 candidati, per l’arrivo del senatore Paragone che mette subito in chiaro la collocazione politica del partito. «In basso: in alto ci sono le élite e i poteri forti, in basso il popolo, mi colloco qui e lascio agli altri la possibilità di trovare delle differenze tra destra e sinistra. Siamo orgogliosamente populisti».
Nei fatti i candidati arrivano in maggioranza dal M5s barricadero delle origini, da FdI o dalla Lega, ormai ritenuti troppo moderati, se non da ambienti neri come Carlotta Chiaraluce, candidata nel Lazio, oppure l’avvocato Marco Mori, capolista nel plurinominale toscano, vicino alla causa delle tartarughe frecciate. «Quale sarebbe la criticità di avere una persona che arriva da Casapound?», sbuffa Paragone. «Non ne trovo neanche una, anzi sono una risorsa. Di fronte a un Governo che ha sospeso i diritti non mi sembra ci sia nessun altro pericolo».
In linea con quanto spiega telefonicamente il consigliere fiorentino, Andrea Asciuti, prima in forze nella Lega, ‘assente giustificato’ all’evento Italexit. «Tra di noi ci sono persone che hanno avuto esperienze nell’estrema destra ma anche nell’estrema sinistra», chiarisce Asciuti, in lista nel plurinominale Firenze-Pisa. «Ma per me non è un problema, anzi in questo momento storico preferisco un personaggio come Rizzo rispetto a un Salvini che ci ha tradito». Gran parte delle firme per correre alle urne, racconta, sono arrivate dal quartiere 5 di Rifredi-Novoli, dove c’è la sede Italexit e una buona parte da Campo di Marte. Ma di fronte alla prospettiva di una vittoria di Meloni come si comporterebbe? «Se mi porta il discorso dell’obbligo vaccinale, dell’identità digitale che dovrebbe sostituire il codice fiscale o rimane favorevole all’invio di armi starei all’opposizione senza dubbio. Troppo moderata? Vabbè, anche io sono moderato, ma FdI ha agito in maniera deleteria».
Nel frattempo sfilano i candidati in corsa per la Toscana, una parata di storie e velleità quantomeno peculiari, come quella di Cinzia del Bigallo, addetta alla manutenzione stradale condannata in primo grado per truffa aggravata alla Provincia di Pisa. A fare gli onori di casa è il coordinatore regionale, Ivan Della Valle, deputato torinese che può vantare una storia tutta antisistema: sbarcato in Parlamento grazie alle battaglie NoTav con il M5s (che lo accusò nel 2018 di aver trattenuto circa 270.000 euro di restituzioni), un passaggio a Vox, creatura populista del turbofilosofo Diego Fusaro poi il salto in Italexit.
Nelle liste inoltre spiccano tre persone sulla carta parte dell’establishment, due avvocati e un giudice onorario, ma che portano avanti, evidentemente, la lotta contro i poteri forti dall’interno. La copertina se la prende Lina Manuali, giudice in servizio al tribunale di Pisa, che nel febbraio scorso non ha esitato a dichiarare illegittimi i Dpcm di Conte e ora corre come capolista del plurinominale della Camera Firenze-Pisa.
«La nostra costituzione è stata stuprata, i diritti soppressi per l'emergenza sanitaria. Quei provvedimenti hanno negato i nostri diritti. Ci sono tanti italiani che soffrono e che avevano creduto ai vaccini». Interviene poco dopo al microfono l’avvocato euroscettico Mori, autore di libri scientifici sulla presunta incompatibilità tra trattati Ue e Costituzione con Altaforte, la casa editrice di Casapound e editore di Primato Nazionale.
«Non abbiamo avversari politici ma nemici, eversori della democrazia costituzionale. Bisogna tornare alla sovranità monetaria». Che riceve un endorsement dal coordinatore locale delle tartarughe frecciate, Massimiliano Bartolozzi: «È un amico, ora c’è contiguità con Italexit, gli abbiamo anche dato una mano nella raccolta firme». Completa il tris Guglielmo Mossuto, avvocato penalista del foro di Firenze impegnato in cause contro le restrizioni anti Covid che sui social rilancia video sul ‘nuovo ordine mondiale’ e invoca a più riprese la ‘rivoluzione’. Correrà nel collegio uninominale al Senato di Firenze. 
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