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L’addio

L’abbraccio di Campi a Elena Massi: «Sei stata una guida per tutti noi»

Valentina Tisi
L’abbraccio di Campi a Elena Massi: «Sei stata una guida per tutti noi»

Grande commozione ai funerali della 35enne travolta in via Allende

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CAMPI BISENZIO. Un dolore condiviso, l’abbraccio di un’intera comunità per quella ragazza dal sorriso luminoso e il grande cuore. Ieri pomeriggio Campi ha dato l’ultimo saluto a Elena Massi, 35 anni, morta dopo essere stata urtata da un furgone in via Allende nei giorni scorsi. In tantissimi hanno affollato la Pieve di Santo Stefano, quel luogo che per la ragazza era diventato una vera e propria casa, per partecipare al suo funerale con molti che, fin dalla mattina, sono passati a trovarla in quello stesso spazio, la parrocchia, che l’aveva vista crescere e diventare una giovane donna. Una vita interrotta troppo presto quella di Elena, tanti i sogni che voleva ancora realizzare, primo tra tutti quello di avere una famiglia. Le cose però sono andate diversamente; doveva essere una giornata come tante quella di martedì. Elena, come faceva spesso, stava raggiungendo a piedi il suo luogo di lavoro, la stazione di servizio Esso della famiglia Petri in via Allende; non erano ancora le 8 quando un furgone, svoltando per imboccare via Einstein, l’ha travolta. Un incidente in seguito al quale la ragazza ha riportato ferite gravissime e che, nonostante la corsa in ospedale e le cure dei medici, l’hanno portata alla morte giovedì mattina. Era una ragazza generosa Elena, innamorata della vita, bella fuori e dentro, così tanto che non si poteva fare a meno di volerle bene. E tutto quel bene, tutto quell’amore si percepiva negli occhi delle tante persone che si sono strette nel giorno del suo saluto, nei ragazzi con la maglietta gialla dell’oratorio, si sentiva nella voce commossa di don Marco Fagotti, pievano di Santo Stefano, che Elena l’ha vista crescere e con cui ha lavorato fianco a fianco per anni, organizzando mille eventi, dalle estati nel chiostro alle feste di carnevale, in quella di suo cugino don Davide Massi, presente per concelebrare il funerale, e di tutti i parroci del vicariato che hanno partecipato alla funzione. Una cerimonia aperta con la parabola delle Vergini. «L’ho ascoltata l’altra sera mentre a san Lorenzo pregavamo per Elena e mi ha fatto pensare a lei – ricorda don Marco – . Ha dato ai figli degli altri tutto l’amore che avrebbe voluto dare a un marito e ai suoi figli. In questi giorni avremmo dovuto essere impegnati a prepararci per andare alla fiera dell’Anspi a Bellaria, invece da martedì ci siamo tutti bloccati. Ogni tanto ripenso a tutti i momenti vissuti insieme, al fatto che negli anni come padre spirituale ho raccolto tante tue lacrime ma sono stati molti di più i sorrisi. Noi siamo fatti di ciccia, misuriamo la vita in ore, giorni, anni e sì, in questo senso la tua vita è stata breve, ma è stata piena. Tu hai dato tutto in questi 35 anni, compreso la scelta bella e forte di donare ogni parte possibile del tuo corpo ora che non custodisce più la tua anima». Perché anche il momento finale della vita di Elena è stato dedicato all’amore per il prossimo, con la decisione di donare organi e tessuti, affinché altre persone potessero ancora vivere. «In questi giorni – aggiunge don Marco – molti mi fermano e mi chiedono perché, perché a lei? Io dico che dovremmo chiederci come, come fare per donarci agli altri con gioia come ha fatto lei».

A dare l’ultimo saluto ad Elena i suoi ragazzi, i ragazzi dell’oratorio. «Ringraziamo Dio per aver fatto incontrare le nostre strade con quella di Elena. Oggi manca a tutti noi, ci manca quella ragazza con gli occhiali e il grande sorriso. Se siamo e saremo delle belle persone – è il messaggio dei ragazzi rivolto ad Elena – lo dobbiamo a te. Sei stata una guida per tutti noi. Adesso il Paradiso ha un nuovo luminoso angelo».

In cielo, proprio dove al termine della cerimonia funebre sono stati lanciati tanti palloncini rosa per salutare Elena e accompagnarla nel suo ultimo viaggio. 

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