Il Tirreno

Firenze

Le indagini

Firenze, sesso e morte all’hotel Continentale. L’ombra della violenza sessuale

Matteo Leoni
Firenze, sesso e morte all’hotel Continentale. L’ombra della violenza sessuale

La donna ferita sarebbe stata seviziata dal compagno, poi stroncato da un malore. L’aggressione dopo l’assunzione di cocaina

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Costretta a subire una pratica sessuale estrema a cui, a causa del mix di alcol e droga che aveva assunto, non avrebbe avuto né la forza né la lucidità per opporsi.

Sarebbe stata vittima di una violenza da parte del compagno, secondo l’ipotesi che sta prendendo campo tra gli investigatori, la turista inglese di 44 anni che nella mattina di sabato 16 luglio è stata soccorsa all’hotel Continentale di Firenze, un albergo di lusso proprio davanti a Ponte Vecchio, a causa delle gravi ferite riportate. Il suo partner, l’ex rugbista inglese Ricky Bibey, quarantenne, è morto nella loro camera, probabilmente per un malore. La donna, che ha riportato gravi le lesioni interne, è fuori pericolo di vita, ma non è ancora stata sentita. Gli inquirenti hanno deciso di ascoltare la sua versione dei fatti quando saranno pronti i risultati di tutti gli altri accertamenti: ad esempio l’esame dei loro cellulari, dove non si esclude possano esserci dei video della serata, e l’esito degli esami tossicologici per capire se oltre alla cocaina avessero assunto altre droghe. Cocaina che, sospettano gli investigatori, sarebbe stata presa anche dall’ex atleta. In passato, stando agli accertamenti effettuati in queste ore dalla polizia, ne avrebbe già fatto uso.

Inizialmente si era pensato a un gioco erotico, ma col passare delle ore, anche considerando la gravità delle ferite riportate dalla donna, e l’atteggiamento che lei avrebbe tenuto nelle ore successive al fatto davanti a sanitari e inquirenti, si sta facendo strada un altro scenario: quello che lei non fosse consenziente. Il compagno, probabilmente anche lui in preda agli effetti della droga e dell’alcol, l’avrebbe aggredita. Sul corpo dell’uomo sono stati trovati dei graffi, all’altezza dei polsi e del collo, considerati compatibili con un tentativo di difesa da parte della quarantaquattrenne. Anche lei ha dei graffi sul volto, e dei lividi sul collo. Gli agenti della squadra mobile, diretta da Andrea Di Giannantonio, si stanno muovendo con i piedi di piombo, valutando ogni minimo dettaglio. Agli investigatori, coordinati dalla pm Ester Nocera, tocca il difficile compito di dipanare la nebbia e rimettere insieme i pezzi di un puzzle difficile da ricostruire. La donna quando è stata soccorsa era sotto choc e in preda all’effetto della cocaina. Per questo potrebbe avere solo ricordi frammentari dell’accaduto. In un primo momento non si era neppure resa conto della morte del compagno e di avere delle gravi ferite. Domenica 17 luglio in tarda mattinata la pm si è recata in ospedale per sentirla, ma lei è crollata quando ha saputo del decesso, e non ce l’ha fatta a proseguire.

Intanto a Firenze sono arrivati da Manchester un’amica e il padre della turista. La famiglia avrebbe deciso di nominare un avvocato che possa seguire l’inchiesta in Italia. E a Firenze stanno arrivando anche i parenti dell’ex rugbista Ricky Bibey. L’autopsia sul cadavere del quarantenne, dopo i ritardi dovuti alle difficoltà di notificare gli atti ai familiari, salvo imprevisti dell’ultim’ora sarà effettuata martedì 19 luglio. L’esame autoptico sarà fondamentale per fare chiarezza sulle cause della morte.

Sul caso la pm Ester Nocera ha aperto un fascicolo senza indagati. Il reato ipotizzato è, per ora, quello di omicidio colposo. Un atto dovuto per poter effettuare tutti gli accertamenti del caso.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera