Il Tirreno

Firenze

Il racconto dei disagi

Firenze: bus fermi. Maxi sciopero degli autisti, caos per le corse cancellate

Giulia Poggiali

	Sciopero dei bus a Firenze: caos per le corse cancellate 
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Sciopero dei bus a Firenze: caos per le corse cancellate 

Al centro della protesta l’assunzione di personale con contratti a termine e tramite agenzie interinali, differenze salariali tra i lavoratori all'interno delle proprie residenze di lavoro, esternalizzazione dei servizi, sistema informativo e comunicativo aziendale, condizioni di lavoro e relazioni industriali

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FIRENZE. Davanti alla fermata del bus in piazza Adua, i turisti e i fiorentini si trovano ad aspettare gli autobus che tardano ad arrivare. O che non arrivano proprio. Lo sciopero degli autisti di Autolinee Toscane è stato indetto dal Cobas ed è durato 24 ore, nella giornata di martedì 12 luglio.

Mentre le persone, con gli occhi puntati sulla strada, cercano di ripararsi dal caldo sotto le tende dei negozi, l'azienda di trasporti pubblici si ritrova a fare i conti con l'ennesima protesta da parte dei suoi dipendenti. I numeri sono considerevoli: a Firenze sono 110 gli scioperanti che si protestano contro l’assunzione di personale con contratti a termine e tramite agenzie interinali, differenze salariali tra i lavoratori all'interno delle proprie residenze di lavoro, esternalizzazione dei servizi, sistema informativo e comunicativo aziendale, condizioni di lavoro e relazioni industriali. Un numero elevato, se consideriamo che, solo a Firenze, si contano 220 autisti.

In percentuali, parliamo del 25% del personale. In generale, in Toscana, si parla di 220 autisti coinvolti su 900 dipendenti di Autolinee Toscane. Lo sciopero ha causato disagi soprattutto la mattina, lasciando molte persone a piedi. Come Luciano, professore universitario che racconta che «questa mattina, per colpa dello sciopero, ho fatto tardi in facoltà. Sono arrivato dopo mezz'ora dall'orario indicato sulle piattaforme online e gli alunni mi hanno aspettato. Sono sempre puntuale, spesso arrivo persino in anticipo e il mio ritardo è stata una stranezza per loro».

Molti sapevano dello sciopero, ma si aspettavano minor adesione. Altri invece ne erano a conoscenza e hanno preferito muoversi in anticipo, come Teresa Biancalani: «vivo vicino a Bellariva e ora devo andare verso Careggi. Non sapevo dello sciopero, non mi sono informata, ma per fortuna non ho avuti troppi problemi. Anzi, questa mattina ho preso l'autobus in orario e sono arrivata in anticipo all'appuntamento», spiega mentre si prepara ad indossare la mascherina. «Noi avevamo fissato con dei nostri ex colleghi, ma l'autobus non è passato. Eravamo a conoscenza dello sciopero però non credevamo che fosse così alta l'adesione» raccontano Alda e Tiziano, che aspettano l'autobus per tornare a casa, e aggiungono che «non abbiamo la patente, perciò i mezzi pubblici sono per noi fondamentali. Ultimamente ci sono molti scioperi. Sarebbe il caso di prendere alcuni provvedimenti affinchè i lavoratori si sentano più tutelati».

I bambini si siedono a terra perchè stanchi di aspettare in piedi. I turisiti si confrontano tra sè. Cercano di capire chi conosce meglio l'applicazione di Autolinee Toscane. Nonostante lo sciopero abbia previsto delle fasce orarie di garanzia del personale viaggiante, le fasce variano a seconda della provincia toscana presa in considerazione. La garanzia comunque non ha potuto evitare importanti ripercussioni. Ad esempio, un solo turno saltato causa la sospensione della linea. Un disagio che poi si trascina per il resto della giornata. In giorni come questi, meglio puntare la sveglia con un certo anticipo. Oppure rispolverare la bicicletta arrugginita dimenticata nel garage di casa

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