Il Tirreno

Firenze

I piloni dell’Indiano come tele Ecco la galleria a cielo aperto

Antonio Passanese
I piloni dell’Indiano come tele Ecco la galleria a cielo aperto

L’area riqualificata con le opere degli studenti dell’Accademia

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FIRENZE. I piloni del Ponte all’Indiano diventano una galleria d’arte. Quindici studenti dell’Accademia di Belle Arti di via Ricasoli, nei giorni scorsi, hanno contribuito a riportare un po’ di decoro in una delle aree, tra Novoli e via Pistoiese, abbandonate e da recuperare. Lì dove c’erano sporcizia, rifiuti e rottami, accampamenti abusivi, spaccio e prostituzione, ora c’è un percorso di street art realizzato in poco più di due giorni con stecche, bombolette e rulli. E con la supervisione di due nomi di peso in questo campo: Exit Enter, il giovane fiorentino autore dei tanti disegni che si vedono in giro per la città in cui è raffigurato un uomo col palloncino a forma di cuore, e Ache77. A guidare i 15 promettenti studenti dell’Accademia, la professore di pittura Milena Zunino.

«Quando è stato lanciato il progetto sono arrivate almeno un centinaio di richieste di partecipazione – racconta la docente – Ho dunque chiesto che mi venisse inviato un book, e attraverso i lavori dei ragazzi, ho scelto quelli che secondo me erano più adatti». I ragazzi hanno potuto dipingere le loro opere su una superficie di circa 7 metri (tanto sono alti i piloni del trafficatissimo ponte): dopo aver cancellato vecchie scritte e imbiancato le pareti, gli studenti hanno messo a punto il supporto «come se dovessero lavorare su una tela gigantesca» e infine sono intervenuti tracciando un bozzetto e poi col colore. «Sotto al Ponte all’Indiano – continua la professoressa Zunino – abbiamo trasferito tutto ciò che in 4 anni s’è fatto in classe». Gli spazi utilizzati sono fra quelli che il Comune di Firenze mette a disposizione degli street artists gratuitamente. E in autunno il progetto diventerà una mostra che comprenderà anche una serie di stencil e una installazione di Juri Ciani che girerà un video che verrà proiettato nell’aula Ghiberti dell’Accademia di Belle Arti con il sottofondo degli studenti che dipingono e che si confrontano e delle auto che passano sul ponte. «La nostra è stata anche un’operazione di decoro che ha trasformato quel luogo in un museo di arte urbana. È un dono che la nostra scuola ha voluto fare al quartiere e emi dicono che ci sono già tanti visitatori», conclude la professoressa Zunino. Che, però, anticipa di avere in cantiere altri due progetti per il prossimo anno. Di questi, uno deve ancora essere approvato dal Consiglio accademico, «ma credo possa partire già in primavera». Exit Enter, ex studente dell’Accademia e organizzatore di un workshop di grande successo sulla street art, spiega che ha scelto quei giganteschi piloni perché «volevo che i ragazzi sperimentassero su grandi superfici ciò che avevano imparato. Spesso l’arte urbana ha anche una funzione di riqualificazione, soprattutto dove ci sono luoghi abbandonati. Come in questo caso». Gli studenti di via Ricasoli che hanno preso parte all’iniziativa sono: Anna Merlotti, Hugo Ciappi, Francesco Giuliani, Marella Amorini, Elena Ippolito, Serena Bini, Giulia Desogus, Linhong Me, Meiling Tang, Lucas Gonzalo, Christian Maria Grimaldi, Daria Sanna, Antonella Caprera ed Eric Bencini. 

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