Il Tirreno

Firenze

Affitto ai turisti nei B&b? «Solo per 3 mesi all’anno così salviamo il centro»

Luca Gasperoni
A destra una vista  di Ponte Vecchio affollato  di turisti. Il sindaco  Nardella ieri ha  presentato la sua  proposta  di legge per la tutela dei centri storici
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A destra una vista di Ponte Vecchio affollato di turisti. Il sindaco Nardella ieri ha presentato la sua proposta di legge per la tutela dei centri storici

Nardella: una proposta di legge per far tornare i residenti. Ma i tempi per la locazione varieranno da zona a zona

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FIRENZE. Legge salva-centri storici, si riparte. Con Firenze capofila nella lotta agli affitti turistici selvaggi e all’invasione dei negozi di souvenir. Caduti nel vuoto gli inviti al governo ad affrontare il tema e il decalogo per le città d’arte promosso con Venezia, il sindaco Dario Nardella si mette in proprio e lancia una proposta di legge di iniziativa popolare per la salvaguardia del decoro, della vivibilità e dell’identità dei centri storici. Obiettivo raccogliere 50.000 firme, a partire da settembre, per portare la proposta in Parlamento all’inizio del 2023.

Il progetto è finalizzato a «temperare le distorsioni causate dalla pressione turistica e dai conseguenti processi di abbandono abitativo e riduzione delle attività tradizionali», intervenendo su residenza, attività economiche e patrimonio immobiliare non solo del centro ma anche di altri quartieri ‘storici’. «Il primo obiettivo – spiega il sindaco Nardella in occasione della presentazione in Consiglio comunale – è quello di incentivare il ritorno della residenza in centro, di combattere il turismo 'mordi e fuggi' e regolare gli affitti turistici brevi come succede in altre città europee. Il secondo è quello di tutelare il commercio tradizionale e l'artigianato, reinserendo uno strumento di pianificazione che possa diversificare le merceologie anche al servizio del cittadino, e combattere il commercio squalificato, aiutando chi investe sulla qualità e la tradizione. Il terzo è favorire il decoro anche inducendo i proprietari di immobili degradati ed abbandonati ad intervenire per il loro restauro prevedendo anche delle forme di contribuzione». Il punto di partenza della legge è il recupero di tutte le definizioni giuridiche di centri storici e agglomerati di valore storico, appoggiandosi all’art. 9 della Costituzione e alla Convenzione europea sul paesaggio, così da ricomprendere nel provvedimento tutte le aree per le quali è opportuno intervenire. La novità è l’introduzione della «salvaguardia progressiva»: i Comuni potranno dare priorità alle aree cittadine dove le criticità sono maggiori.

Cuore del progetto invece sarà il nodo residenza, a fronte della fuga del centro storico di Firenze, dove sono rimasti solo 66.000 residenti. Un esodo innescato dall’intenso flusso turistico e dalla crescita esponenziale di strutture per affitti brevi sul modello Airbnb. La risposta sarà individuare per ciascuna zona delle destinazioni d’uso compatibili o no, con dei limiti al loro mutamento. A questa mossa si accompagnerà l’istituzione della categoria residenziale-turistica, così da fissare un tetto annuale al tempo in cui uno spazio potrà essere affittato per locazioni brevi. L’ipotesi al momento è 90 giorni, sul modello parigino, ma da Palazzo Vecchio l’idea è che «la legge dia margine di scelta ad ogni città, all’interno di ognuna il tetto temporale potrà essere applicato a macchia di leopardo, diverso da quartiere a quartiere».

Con questa proposta sottolinea Nardella, «mettiamo in campo strumenti garantiti dalla legge nazionale perché fino ad ora le amministrazioni locali si sono mosse con azioni che spesso vengono attaccate nelle sede giudiziarie e nei tribunali amministrativi». Nell’arco dell’estate l’amministrazione comunale avvierà una campagna di ascolto e confronto con attori economici, residenti, operatori turistici e sindaci delle altre città, poi coinvolgerà l’Anci. Infine sarà la volta della raccolta firme. «Abbiamo già avviato un dialogo con Venezia, Bergamo e Roma ma siamo sicuri di trovare tanti altri amministratori d'accordo con questa iniziativa. Non abbiamo la pretesa di portare avanti solo la bandiera di Firenze, lo facciamo anche nell'interesse dell'Italia».l


 

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